“Antropolaroid + Piccoli Antropolaroid al Teatro Elfo Puccini – sala Bausch – comunicato stampa

NUOVE STORIE 2023: PAURE E DESIDERI

5 / 9 giugno | sala Bausch (ore 19.30)

Antropolaroid + Piccoli Antropolaroid

un progetto speciale per il decennale dello spettacolo

di e con Tindaro Granata

scene e costumi Guido Buganza, Margherita Baldoni

produzione Proxima Res

Il secondo appuntamento con Nuove Storie, la rassegna curata da Francesco Frongia, vede in scena Tindaro Granata e cinque giovani autori-attori, impegnati in altrettanti monologhi che introducono ogni sera la replica di Antropolaroid, celebre monologo che ha incantato generazioni di spettatori. «All’epoca non avrei mai immaginato che Antropolaroid sarebbe stato un ‘cuntu’ che mi avrebbe fatto incontrare gli spettatori e le spettatrici di tutte le regioni d’Italia. Sapevo, però, che sarebbe stato un ‘racconto’, un ‘cuntu’ dicevano i miei bisnonni, che mi avrebbe accompagnato per sempre, così come loro erano stati accompagnati da quelle storie che mi avevano raccontato nelle sere della mia infanzia. Il ‘cuntu’ sono tante storie, spesso vere e quasi sempre romanzate, un codice etico che veniva tramandato oralmente, raccontando storie di persone comuni, nelle quali tutti potevano rispecchiarsi e potevano imparare a conoscere l’animo umano. Il segreto dei segreti dei vecchi contadini è: il presente arriva al futuro solo se passa dal passato. Antropolaroid è uno spettacolo popolare, che affronta vari temi dei ‘cunti’ antichi: il senso della giustizia, della solidarietà la lotta per l’amore, la lotta per la libertà. In questi anni, grazie ad Antropolaroid, ho incontrato tantissima gente, tantissime persone, tantissimi amici, e ognuno mi ha donato un sorriso, uno sguardo di intesa, una lacrima, un pensiero e la promessa di un appuntamento, che poi, abbiamo entrambi mantenuto. Adesso Antropolaroid, dopo tanti anni dalla sua nascita, porta in scena tutta la consapevolezza, la maturità di un ex giovane, quale io sono, che col proprio ‘cuntu’ vuole donare speranza a chi verrà a vedere lo spettacolo e generare fortuna a chi è più giovane di me, come fosse uno speciale passaggio di consegne: prima del mio spettacolo verrà presentato un piccolo Antropolaroid di un/a giovanissimo/a artista che racconterà le sue storie, le storie della sua gente, le storie della sua terra, le sue radici… insomma come fanno le vecchie band rocchettare che prima di esibirsi fanno aprire le serate alle band giovani…ecco, io sono il vecchietto rocchettaro e loro il meraviglioso futuro! Che sia il Teatro, quest’arte sacrificata in questi tempi bui, il luogo santo per passare esperienza e accendere speranza. Grazie per averci accolto».   (Tindaro Granata) __________________________________________________________

PICCOLI ANTROPOLAROID

Cinque giovani attrici e attori, poco meno che trentenni,  si mettono in gioco come autori e interpreti di altrettanti brevi monologhi (della durata 15 minuti) che introducono Antropolaroid di Tindaro Granata.

Lunedì 5 giugno

Alla Luce del falò di e con Jonathan Lazzini

Il mio Antropolaroid sorge sulle ceneri della campagna. Uno squarcio su quel che resta di un tempo perduto, tra la vigna e la guerra, tra un’armonica e un falò che svetta alto sopra i campi coltivati. La storia di una famiglia attraverso Resistenza e compassione, cercando di abbandonarsi ad un sogno non ancora tramontato.

Il racconto inizia con degli spari: il mio bisnonno che muore. È lì che nasce la mia famiglia. Mia bisnonna che si rimbocca le maniche e che dà inizio ad una vita all’insegna della Resistenza, in tutte le sue forme. I miei nonni paterni e il loro vivere tra la fabbrica e i campi. E mio padre che viene investito di una poesia che ha radici chissà dove. Nella narrazione entra poi mia madre e la sua famiglia. Tutto ha fine in me che cerco di copiare mio padre, di masticare poesia e perdermi tra alcol e sogni. Tutto ha fine in me che aspetto l’arrivo di un Godot campestre (in questo caso Tom Joad, direttamente da Furore di Steinbeck) che ci possa scaldare ancora, seduti attorno ad un falò.

Martedì 6 giugno

Ironia della sorte di e con Gabriele Brunelli

Nel mio Antropolaroid ho voluto esorcizzare il dubbio, la paura del senso del vuoto e della vertigine. Sono andato alla ricerca di un ‘SE’ che permetta di ironizzare sugli inciampi a cui la vita ci destina o cui, forse, noi ci destiniamo. 

Mi presento come un bambino-uomo sicuro e all’apparenza a suo agio. Dopo il prologo, affronto le memorie e i racconti dei miei avi. Il primo è Tullio che abbandona la campagna e la famiglia per arruolarsi nell’armata che combatte per l’Unità d’Italia ‘per sé e per lasciare ai suoi figli un futuro’. Si avanza poi nella storia fino a Gino, che ha perduto parte della gamba destra nella Prima Guerra mondiale, e fino al mio bisnonno, detto il Biondo, e il suo irriducibile orgoglio. Un percorso alla ricerca di gesti e atti di cura chiari e riconoscibili, metafore diverse di un padre che dorme a terra tenendo la mano al figlio insonne nella culla.

Mercoledì 7 giugno

Ciumachelladi e con Emilia Tiburzi

Il mio Antropolaroid parla del legame con la mia città, Roma, e del mio rapporto con i massimi esponenti della romanità cinematografica (Anna Magnani, Alberto Sordi), di come hanno influenzato la mia vita e le mie scelte. Il monologo che ho scritto è un flusso di coscienza in cui solo apparentemente sembra non essere chiamato in causa il mio vissuto ma che si esaurisce in un urlo disperato al futuro. Entrano le storie della mia famiglia a salvarmi, la delicatezza di mio nonno che porta sulle spalle il peso dell’abbandono, la forza di mia nonna, contadina, cresciuta nei campi con la sua asina Peppa, e poi mia madre e mio padre, che con il loro sguardo mi hanno guidato in questa giungla meglio conosciuta come vita.

Giovedì 8 giugno

Tre preghiere e un atto di dolore  di e con Francesco Maruccia

Il mio Antropolaroid parla della mia famiglia e delle sue contraddizioni, delle sue fughe e dei suoi ritorni, del silenzio che c’è tra un padre e un figlio e di quel che succede quando quel silenzio si spezza. Cosa appare? Cosa succede quando le parole che sono state nascoste tornano alla luce? Attraverso tre brevi episodi, ciascuno introdotto da una poesia, e un epilogo ho provato a raccontare la storia di una famiglia dove si parla poco e dove quel poco che si dice rimane fragile, sospeso, pronto a spezzarsi in ogni momento.

Venerdì 9 giugno

Real Maravillosodi e con Sebastian Luque Herera

Il mio Antropolaroid è un viaggio tra padri e figli. Inizia con una descrizione di sensazioni, suoni, odori scritti in terza persona, per poi passare alla prima persona, la voce di mio padre, che osserva il luogo di torture e di carcerazione in cui è stato portato, nel 1976 in Argentina. I personaggi che incontra, di diversa estrazione sociale e politica, che non sono mai né buoni né cattivi, sono solo esseri, svuotati della loro umanità, superstiti, affamati. È proprio il cibo, come metafora di umanità e di legame affettivo, che sposta il racconto, portandolo nella mia storia e nella mia vita. Il mio rapporto e quello dei miei amici con la cucina, i piatti della nostra vita e le ricette come dono all’altro. Il cibo che fa crescere ed allontana solitudine e povertà, anche di spirito, dalle nostre vite.

TEATRO ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, Milano Lun/ven. ore 19.30

Prezzi: intero € 34 / <25 anni >65 anni €18 / online da € 16,50 – Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021

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