Rassegna La Città Senza Porte: “La Via dei Narratori” presso C.I.Q. di Via Fabio Massimo, 19

LA VIA DEI NARRATORI

presso C.I.Q. Centro Internazionale di Quartiere, via Fabio Massimo, 19

Con la Via dei Narratori prende il via la prima parte del progetto “La città senza porte”, all’interno di Milano è viva. Abbiamo immaginato una città come Milano senza porte mentali, politiche, culturali, provando a tracciare una linea di continuità lungo una direzione che ci ha portato, quasi naturalmente, a sud-est nei quartieri di Porto di mare, Rogoredo e Santa Giulia alla ricerca di spazi e incontri. Un luogo di grandi contrasti, che, tra nuove visioni architettoniche, paesaggistiche e una realtà meltin’ pot sempre più protagonista riesce a svilupparsi, ma anche a conservare la propria identità grazie al lavoro costante del suo associazionismo dinamico che sarà coinvolto attivamente nel progetto.

11 SETTEMBRE ORE 20:30

ULDERICO PESCE

MORO: I 55 GIORNI CHE CAMBIARONO L’ITALIA

Scritto da Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce 
Con Ulderico Pesce
Regia Ulderico Pesce

Interventi in video del giudice Ferdinando Imposimato 
Il 9 maggio del 1978, in via Caetani a Roma veniva ritrovato nel portabagagli di una Renault rossa il corpo dell’onorevole Aldo Moro crivellato da 11 colpi, dopo un rapimento durato 55 giorni.  Il presidente della Democrazia Cristiana venne rapito la mattina del 16 marzo 1978 in via Fani e i 5 uomini della sua scorta vennero uccisi da terroristi armati di mitragliatrici e travestiti con le divise del personale di volo dell’Alitalia.  Gli uomini della scorta erano Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi, Domenico Ricci, Giulio Rivera e Oreste Leonardi.  

Raffaele Iozzino, unico membro della scorta che prima di morire riuscì a sparare due colpi di pistola contro i terroristi, era di Casola di Napoli e proveniva da una famiglia di contadini. Raffaele, alla Cresima, aveva avuto in regalo dal fratello Ciro un orologio con il cinturino in metallo. Ciro, quella mattina del 16 marzo era a casa e da un’edizione straordinaria del telegiornale vide l’immagine di un lenzuolo bianco che copriva un corpo morto. Spuntava da sotto al lenzuolo soltanto il braccio con l’orologio della Cresima. Questa immagine è la radice prima del dolore di Ciro, protagonista dello spettacolo. Questo dolore diventa rabbia, e questa rabbia lo spinge a rintracciare il giudice Ferdinando Imposimato, titolare del processo, al quale chiede di sapere la verità. Uno spettacolo importante di teatro civile, che commuove e fa riflettere, dove la Storia si intreccia con le storie dei protagonisti e il lavoro documentario ai racconti privati. 

Prezzo € 8,00 

https://www.vivaticket.com/it/ticket/moro-i-55-giorni-che-cambiarono-l-italia/187133

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12 SETTEMBRE ORE 20:30

ULDERICO PESCE

PETROLIO

IL RACCONTO DEL PETROLIO LUCANO

Scritto e interpretato da Ulderico Pesce
Produzione Centro Mediterraneo delle Arti 

Petrolio narra innanzitutto la bellezza mozzafiato della Basilicata, fatta di boschi millenari, mare, calanchi, paesini bellissimi arroccati a strapiombo su fiumi o distese di grano, ma narra anche del giacimento più grande dell’Europa continentale collocato in Basilicata tra Viggiano e Corleto Perticara. Ulderico Pesce narra il petrolio lucano partendo da un personaggio, Giovanni, che lavora come addetto alla sicurezza dei serbatoi esterni del Centro Olio di Viggiano, e vive con la moglie e la figlia Maria in località Le vigne, di fronte alla fiamma dell’impianto ENI che da decenni brucia pericolosissimo H2S nell’aria. Giovanni scopre che uno dei grandi serbatoi esterni ha una grossa buca dalla quale fuoriesce petrolio che si disperde sottoterra. Ha paura di parlare, di perdere il lavoro. Dopo mesi vede che il petrolio, camminando sottoterra, è arrivato alle porte della Diga del Pertusillo, un bacino artificiale che raccoglie acqua da utilizzare a scopi idrici in Puglia e nella stessa Basilicata nel Metapontino. Giovanni fotografa una enorme chiazza di petrolio nella diga ma continua a non dire nulla per paura di perdere il lavoro e delle reazioni dei suoi compagni di lavoro…  prevarranno su Giovanni  le logiche della conservazione del lavoro o quelle di conservazione della salute?

Prezzo € 8,00 

https://www.vivaticket.com/it/ticket/petrolio/187135

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14 SETTEMBRE ORE 20:30

CENA CON GLI AMICI DEL MENOTTI ARTISTI VARI

Una cena a base di cous cous condivisa con gli artisti del Teatro Menotti. Parole, musica e teatro per una serata imperdibile.

Prezzo € 15,00 con cena a base di cous cous inclusa (previsto menu vegetariano)

Per prenotare: https://www.teatromenotti.org/event/cena-con-gli-amici-del-menotti/#prenota

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15 SETTEMBRE ORE 20:30

SAVERIO LA RUINA

ITALIANESI 

Di e conSaverio La Ruina 
Musiche originali Roberto Cherillo 
Contributo alla drammaturgia Monica De Simone 
Disegno luciDario De Luca 
Direzione tecnicaGaetano Bonofiglio 
OrganizzazioneSettimio Pisano
ProduzioneScena Verticale

Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della Seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni. Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati. Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia. Ispirato a storie vere. Testo tradotto in francese (Italbanais) da Federica Martucci e Amandine Mélan con il sostegno della Maison Antoine Vitez. Testo selezionato per il progetto Face à Face / Chantiers d’Europe 2012 e interpretato in forma di lettura scenica da Valerie Dreville al Théâtre de la Ville di Parigi e al festival ActOral di Marsiglia. 
La prima stesura del testo è giunta nella cinquina dei finalisti al Premio Riccione per il Teatro 2011. Lo spettacolo è stato trasmesso in diretta radiofonica nell’ambito di Radio 3 in Festival il 13/04/12.  

Prezzo € 8,00 

https://www.vivaticket.com/it/ticket/italianesi/187130
Foto: 15 settembre – Saverio La Ruina – Google Drive

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16 SETTEMBRE ORE 20:30

SAVERIO LA RUINA

MASCULU E FÌAMMINA 

Di e conSaverio La Ruina 
Musiche originaliGianfranco De Franco 
Collaborazione alla regiaCecilia Foti 
SceneCristina Ipsaro e Riccardo De Leo 
Disegno luciDario De Luca e Mario Giordano 
Audio e luciMario Giordano 
OrganizzazioneSettimio Pisano 
ProduzioneScena Verticale

L’idea di base è che un uomo semplice parli con la madre. Una madre che non c’è più. Lui la va a trovare al cimitero. Si racconta a lei, le confida con pacatezza di essere omosessuale, “o masculu e fìammina cum’i chiamàvisi tu”, l’esistenza intima che viveva e che vive. Non l’ha mai fatto, prima. Certamente questa mamma ha intuito, ha assorbito, ha capito tutto in silenzio. Senza mai fare domande. Con infinito, amoroso rispetto. Arrivando solo a raccomandarsi, quando il figlio usciva la sera, con un tenero e protettivo “Statti attìantu”. Ora, per lui, scatta un tipico confessarsi del sud, al riparo dagli imbarazzi, dai timori di preoccupare. Forse con un piccolo indicibile dispiacere di non aver trovato prima, a tu per tu, l’occasione di aprirsi, di cercare appoggio, delicatezza. E affiorano memorie e coscienze di momenti anche belli, nel figlio, a ripensare certi rapporti con uomini in grado di dare felicità, un benessere che però invariabilmente si rivelava effimero, perché le cose segrete nascondono mille complicazioni, destini non facili, rotture drammatiche. Nei riguardi di quella madre, pur così affettuosa e misteriosamente comprensiva, si percepisce comunque qualche rammarico, qualche mancata armonia. Ma tutto è moderato, è fatalistico, è contemplativo. In un meridione con la neve, tra le tombe, finalmente con la sensazione d’essere liberi di dire. 

PREMI E RICONOSCIMENTI 

Saverio La Ruina candidato al Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2017 come miglior interprete di monologo per “Masculu e fìammina” Selezione Premio Hystrio Twister 2017 tra i dieci titoli più amati della stagione 2016/2017. 

Prezzo € 8,00 

https://www.vivaticket.com/it/ticket/masculu-i-fiammina/187132

BIGLIETTERIA

Ingresso € 8

I biglietti possono essere acquistati:

dalle ore 14 alle ore 18 presso

TEATRO MENOTTI

Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org

dalle ore 19 alle ore 20 presso

C.I.Q – Centro Internazionale di Quartiere – via Fabio Massimo 19 – Milano

Acquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.orghttps://www.vivaticket.com/it/ticket/nonostante-voi-storie-di-donne-coraggio/187134

Categorie comunicato stampa, Senza categoria

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