“L’uomo dal fiore in bocca” all’MTM Teatro Litta – Recensione

MTM Teatro Litta –  dal 17 al 27 febbraio 2022 – debutto nazionale

L’Uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello

installazione e regia Antonio Syxty

con Francesco Paolo Cosenza, Nicholas De Alcubierre

disegno luci Fulvio Melli – costruzioni Ahmad Shalabi 

produzione Manifatture Teatrali Milanesi

RECENSIONE:

Come è noto “L’uomo del fiore in bocca” fu scritta da Pirandello nel 1923, su insistenza di Anton Giulio Bragaglia che desiderava per il suo Teatro Sperimentale degli Indipendenti un testo breve. Pirandello lo accontentò adattando una novella che aveva già pubblicato cinque anni prima dal titolo “Caffè notturno” e ripresa definitivamente con il titolo “La morte addosso” lo stesso anno della versione teatrale. La messa in scena originale è nota: Pirandello la descrive così nelle didascalie iniziali “Al levarsi della tela l’Uomo dal fiore in bocca , seduto a uno dei tavoli, osserverà a lungo in silenzio l’Avventore pacifico che al tavolino accanto , succhierà con una cannuccia di paglia uno sciroppo di menta” . Il luogo è quello di una stazione ferroviaria e ciò viene specificato durante il colloquio che si svolgerà tra i due personaggi. Antonio Syxty, invece di attenersi alle descrizioni fornite dalle didascalie e dalla collocazione originali, ha preferito trarre spunto in parte da quelle utilizzate nel secolo scorso proprio da Bragaglia. All’inizio della commedia si sente il suono della locomotiva di un treno, poi lo spettatore assiste, in alto sul sipario chiuso, alla proiezione di alcune scene della commedia “Sei personaggi in cerca d’autore”: le voci di Rossella Falk e di Romolo Valli della Compagnia dei Giovani, attraverso il filmato, vengono diffuse nella sala in modo distorto, surreale. Dalla destra del proscenio entra l’Uomo dal fiore in bocca si muove lentamente guardando il pubblico fino a raggiungere la parte sinistra del palcoscenico. Poi le luci si spengono e, al levare del sipario, si disvelano le installazioni ideate da Syxty. Sono più elaborate rispetto a quelle che dovrebbe aver ideato Bragaglia che utilizzò poche tele, alcune sedie, due lampioni e una finestra. In questa messa in scena le tele sono tre. Le sedie sono accatastate una sull’altra in due blocchi e ricoperte alla maniera della land-art di Christo. Due cubi sono disposti sul lato destro del pavimento mentre nella parte alta del fondale sinistro uno schermo quadrato riproduce immagini in bianco e nero in movimento che si protrarranno per tutta la durata dello spettacolo: una donna asiatica con i capelli a caschetto, dai movimenti ora molto lenti ora più veloci, un’altra donna che scioglie i suoi capelli neri, scene di rami e di foglie, immagini che scorrono veloci e che rappresentano quelle visibili dal finestrino di un treno, una strada che si immette nell’imboccatura di una galleria, alla fine volti stravolti di personaggi maschili che dimostrano un forte dolore interiore. Il filmato, che all’inizio appare muto, si impreziosisce con le appena percettibili note di “Mercy” di Max Richter e di “Departure” di Mychael Nyman. Queste scene fanno da contraltare al discorso che il protagonista della pièce racconta all’altro uomo. Due aspetti opposti della vita umana: da una parte l’uomo che sa che è in attesa di dare addio alla vita, dall’altro quello che si lamenta dei fastidi che la vita gli procura quando deve procurare i pacchettini per la moglie e le figlie. “Ringrazi Dio, se sono fastidi soltanto. C’è chi ha di peggio, caro signore”, lo redarguisce il primo. E gli racconta il suo triste destino: quell’escrescenza che un giorno la morte gli ha posato sul labbro promettendo che fra otto-dieci mesi essa tornerà a coglierne definitivamente il fiore. E la morte è inevitabile, ci tiene a precisare l’uomo, non è come un insetto molesto che si appoggia sul petto di qualcuno e che, con un semplice gesto, si può rimuovere, buttarlo a terra e calpestarlo. Lontano dai due c’è una donna che li sta osservando di nascosto. Il protagonista la indica come sua moglie che lo perseguita perché vorrebbe che lui tornasse a casa in modo che lei lo possa consolare e stargli vicina in attesa della morte. Ma lui non vuole compassione, ha bisogno di sentire gli ultimi spiragli di vita prendendoli dalle foglie, dall’aria che gli sarà concessa di respirare ancora: l’attaccamento alla vita si manifesta proprio quando interviene la consapevolezza che questa ci stia lasciando ed è in questa circostanza che l’animo umano cerca di coglierne gli ultimi suoi momenti.

La messa in scena di Antonio Syxty non scade in un eccesso di drammaticità, cosa che l’argomento potrebbe richiedere ma che sarebbe fuori luogo in un testo come questo, già rappresentato numerose volte e da diverse compagnie, ma espone l’ineluttabilità del destino umano con rigore e mettendone in luce i punti più salienti là dove il testo li fornisce. Tuttavia ne affida la tragicità alle brevi scene della proiezione iniziale, volutamente distorte, dei “Sei personaggi in cerca d’autore”, che richiamano alla poetica pirandelliana e che fanno da preludio all’atto unico che subito dopo si svolgerà sul palcoscenico. Intuizione eccellente quanto inedita, così come lo è l’installazione, ricca di riferimenti al testo (le sedie impacchettate, ormai inservibili, la proiezione convulsa delle immagini sul video che indicano come la vita possa essere imprevedibile nei suoi continui mutamenti, il masso di terriccio sospeso davanti al quadro centrale posto sul fondale e dal quale spunta un piccolo cespuglio che il protagonista chiede all’avventore di strappare quando arriverà nel suo paesello per contarne i fili e il cui numero costituirà quello dei giorni di durata della sua vita). In ottima sintonia con la regia, Francesco Paolo Cosenza si è dimostrato misurato nella parte del protagonista, ben supportato dal collega Nicholas De Alcubierre.

Teatro al completo in ogni ordine di posti e il pubblico è apparso molto soddisfatto.

Visto il giorno 17 Febbraio 2022

Carlo Tomeo: diritti riservati

MTM Teatro Litta

Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it 02.86.45.45.45

Da martedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 16.30

intero 25,00€ – convenzioni 20,00€, ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) 20,00€, Under 30 e Over 65 – 15,00€, scuole di teatro e Università 15,00€, ridotto DVA 12,00€, scuole MTM, Paolo Grassi, Piccolo Teatro 10,00€, tagliando Esselunga di colore ROSSO, prevendita 1,80€

Spettacolo in Invito a Teatro – tagliando MTM

Categorie RECENSIONI

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