“Dittico sui dittatori” al Teatro Elfo Puccini / Sala Fassbinder

(“Dux in scatola”)

25 > 30 gennaio | sala Fassbinder

Dittico sui dittatori

FROSINI / TIMPANO

Due spettacoli per raccontare le rocambolesche vicende del corpo del duce e la storia di un’ordinaria coppia di potere, Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu, dittatori capricciosi e sanguinari splendidamente ritratti nel testo di David Lescot. Protagonisti di questo dittico sono Daniele Timpano ed Elvira Frosini, gli artisti che «nel nostro teatro meglio interpretano il potere e la società in chiave di comicità critica e di umorismo crudele».

25 > 27 gennaio:

Dux in scatola Autobiografia d’oltretomba di Mussolini Benito

(“Dux in scatola”)

testo, regia e interpretazione Daniele Timpano

disegno luci Marco Fumarola, progetto grafico Alessandra D’Innella

Collaborazione artistica Valentina Cannizzaro

Produzione Gli Scarti, Kataklisma teatro In collaborazione con Rialto Sant’Ambrogio Finalista Premio Scenario 2005 Finalista Premio Vertigine 2010 Selezione Face à Face 2011

Un attore – solo in scena con l’unica compagnia di un baule che viene spacciato come contenente le spoglie mortali di ‘Mussolini Benito’– racconta in prima persona le rocambolesche vicende del corpo del duce, da Piazzale Loreto nel ’45 alla sepoltura nel cimitero di San Cassiano di Predappio nel ’57. Alle avventure post-mortem del cadavere eccellente si intrecciano brani di testi letterari del Ventennio, luoghi comuni sul fascismo, materiali tra i più disparati provenienti da siti web neofascisti, nel tentativo di tracciare Il percorso di Mussolini nell’immaginario degli italiani, dagli anni del consenso agli anni della nostalgia.

28>30 gennaio:

Gli sposi Romaniantragedy

(“Gli sposi Romantragedy”)

regia e interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano

di David Lescot, traduzione Attilio Scarpellini

disegno luci Omar Scala, scene e costumi Alessandro Ratti

collaborazione artistica Lorenzo Letizia, voce off Valerio Malorni

musiche Maria Tanase, Zavaidoc, Horea Eugen Ardeleanu, Margareta Paslaru, Dan Spataru, Haiducii

Produzione Gli Scarti, accademia degli artefatti, Kataklisma teatro Con il sostegno di PAV, Armunia, Spazio ZUT!, Teatro di Roma, Asti teatro Nell’ambito di Fabulamundi. Playwriting Europe –Beyond Borders?

Finalista al Premio Ubu 2019 come miglior nuovo testo straniero

Gli sposi è la storia di un’ordinaria coppia di potere. Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu. Entrambi vengono dalla campagna. Si ritrovano a militare nel Partito Comunista. Niente sembra distinguerli dai loro compagni. Tranne il fatto che sono un po’ meno dotati della media. Creature senza smalto in un mondo senza orizzonte.

Dittatori capricciosi e sanguinari, questi Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani hanno seminato la paura nel popolo rumeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere, sotto gli occhi del mondo, il 25 dicembre 1989.

Erano così come ce li hanno raccontati? Che ne è stato del Comunismo? E qual è stato il destino della Romania dopo la loro caduta? Abbiamo cercato di voler un po’ di bene a questi duepersonaggi, descritti come due tiranni cinici ed esaltati dal delirio di onnipotenza ma anche come due comuni pensionati, due povere figure anche un po’ tenere e indifese, verso le quali non si potesse non provare una impossibile empatia.

«Non c’è niente di cui il teatro non possa parlare, almeno secondo David Lescot: dalle storie più personali, che poi si rivelano sempre politiche, a quelle più globali, dall’infanzia al clima, dai sopravvissuti alla Shoah al potere del denaro, dalle dittature comuniste nei paesi dell’Europa dell’Est alla Comune di Parigi. Ma soprattutto non c’è un linguaggio artistico che dall’infinito intrattenimento del teatro possa essere escluso: la musica e la danza, rigorosamente eseguite dal vivo, prolungano lo sconfinamento della parola drammaturgica negli oggetti scenici creati da questo autore che è tra i pochi del suo paese a essere un uomo di teatro totale: drammaturgo, attore, regista, musicista, Lescot (classe 1971, figlio e fratello d’arte, suo padre Jean e suo fratello Micha sono entrambi attori) è stato salutato dal pubblico e dalla critica come una rivelazione fin dal suo primo affacciarsi sulla scena. Pluripremiato, (…) Lescot riesce a muoversi tra le forme sceniche più svariate, dal teatro documentario al cabaret musicale, senza mai alterare l’asciutta efficacia della propria scrittura. (…)

(“Gli sposi Romantragedy”)

La drammaturgia di David Lescot usa volentieri il prisma del teatro per amplificare la marginalità o, viceversa, per rimpicciolire l’enfasi della storia monumentale. Che è quanto accade in uno dei suoi ultimi testi, Le sepoux, storia di ”un’ordinaria coppia di dittatori” raccontata da loro stessi.

Frontali davanti al pubblico, soli e costantemente in scena, impegnati a raccontare la propria storia e insieme la storia del paese che hanno devastato (in quell’intreccio tra piccola e grande storia tipico del teatro di Lescot), è quasi impossibile, leggendo il testo, non rivedere Elena e Nicolae in quelle fotografie a un tempo drammatiche e agghiaccianti che nel 1989 li ritraevano, lividi e invecchiati, uno accanto all’altra, nel corso di quello che fu uno dei primi processi mediatici della storia contemporanea – un processo di cui il drammaturgo francese riesce a restituire negli ultimi quadri tutta la tragica ambivalenza, fino a toccare quel culmine supremo di ogni parabola satirica in cui, dopo aver tanto riso, non c’è più niente da ridere. Non sorprende che Daniele Timpano ed Elvira Frosini, la coppia artistica che nel nostro teatro ha meglio interpretato il potere e la società in chiave di comicità critica e di umorismo crudele, abbiano subito sentito un’affinità elettiva con i due tragicomici coniugi di Lescot, abbastanza veri e abbastanza assurdi, abbastanza determinati e abbastanza miserabili, per rientrare a pieno titolo in quella contro-storia satirica del novecento che i due attori-drammaturghi italiani vanno scrivendo da anni con spettacoli quali Dux in scatola, Sì l’ammore no, Acqua di colonia. Un’affinità del resto ricambiata, dal momento che l’autore ha voluto portare sulle scene la versione francese di Aldo morto, impegnandosi persino nell’interpretazione delle canzoni d’epoca che costellavano il testo».    (Attilio Scarpellini)

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TEATRO ELFO PUCCINI, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33, Milano – Martedì /sabato  ore 21.00, domenica  ore 16.30 – Prezzi: intero € 33 / rid. giovani e anziani €17,50 / online da € 16,50 Info e prenotazioni: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org

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