Casa della Memoria – Programmi dal 27 Dicembre 2021 al 2 Gennaio 2022

Casa della Memoria, via Confalonieri 14, Milano

Per ritrovare la nostra umanità

programmi dal 27 dicembre 2021 al 2gennaio 2022

una mostra, spettacoli, concerti, film, laboratori

Caloroso gradimento e pubblico folto per i due concerti di Natale programmati da ClamChowder e Orchestra Carisch il 20 e il 22 dicembre al Cantierememoria, a dimostrazione che, nonostante il periodo difficile, c’è ancora il desiderio di condividere esperienze rasserenanti.

Si entra ora nel vivo della programmazione: fra il 27 dicembre e il 2 gennaio ogni giorno, a eccezione di venerdì 31, nella grande sala della Casa della Memoria si susseguono concerti e spettacoli e laboratori.

Dal 27 al 30, alle 16.30, Carlo Centemeri condurrà il pubblico attraverso una sorta di guida all’ascolto a scoprire o riscoprire la musica del Novecento, dai classici a Bob Dylan e agli IntiIllimanied esclusivamente su vinile. Per veri amatori.

Sul fronte musicale due concerti a inizio settimana: il 27 Theodoro Finikis e il 28 Andrea Colesanti propongono al pianoforte musiche di loro composizione, alle 18.

Particolarmente ricco e articolato il panorama teatrale.

Si va da Nuovababette Teatro che il 27 programma un testo da Bulgakov, Un giovane medico, a Il bradipo e la carpa, storia di due allenatori di calcio ungheresi che sposano la Resistenza, proposto dalla Compagnia Carnevale il 28. Il 29 è la volta di Alma Rosé con Io ricordo, ispirato alla difficile vita di Liliana Segre, mentre il 30 la compagnia Sguardo Oltre mette in scena Tregua di Natale, una lettura di testi letteraridedicata a Gino Strada che mette in rilievo la contraddizione del binomio Natale/guerra, intervallata da canzoni dal vivo.

Il 1 gennaio tocca a due giovani attori ex allievi della Scuola del Piccolo che propongono sotto il titolo di Fuochi due storie di vita personale, a cura di Tindaro Granata.

Chiude la settimana Il Teatro di Emergency con C’era una volta la guerra, uno “spettacolo/denuncia” a testimonianza che la guerra non è inevitabile.

Le rappresentazioni cominciano alle 19.30

E’ sempre possibile visitare la mostra di Amalia Del Ponte e di Anna Maria Del Ponte, oltre ad ammirare Un popolo di volti di Ernesto Treccani di cui nelle righe qui di seguito si rende conto.

Per il sesto anno consecutivo, la Casa della Memoria apre le sue porte per ospitare il CANTIEREMEMORIA.

Ed è un vero e proprio “cantiere” che si propone alla città, nessun altro termine è più adeguato: una mostra, concerti, spettacoli teatrali, laboratori, letture a cura di formazioni teatrali e musicali da tempo operanti sul territorio.

E la nostra umanità va di fatto ritrovata, dopo le lunghe chiusure, il confinamento e anche la solitudine che la situazione provocata dalla pandemia ha causato.

Con una proposta culturale varia, ma fortemente ancorata al tema individuato per questa edizione, l’obiettivo è di indurre ogni persona a essere di nuovo protagonista, a indossare ancora i panni di “spettatore consapevole”.

Ancora una volta Casa della Memoria, sede di ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), di ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati), dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, dell’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo (AIVITER) e dell’Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 1969, si apre alla cittadinanza invitando tutti a una partecipazione attiva, con il forte sostegno dell’amministrazione comunale e del Comitato di gestione della Casa della Memoria.

E così la mostra a cura di Maria Fratelli, Troppo umano disumano umano dedicata al difficile clima di inizio anni Settanta, quelli della Milano segnata dalla strage di piazza Fontana, alla Banca dell’Agricoltura, nel 1969, una ferita forse mai del tutto rimarginata è, fin dal titolo, un primo passo in questa direzione.

Negli spazi della Casa della Memoria saranno esposte alcune sculture di Amalia Del Ponte in dialogo con il dipinto di Ernesto Treccani, Un popolo di volti, normalmente esposto nella sede della Fondazione Corrente ed eccezionalmente ospitato dalla Casa nel periodo del Cantiere. Come molti sapranno, l’opera di Treccani è un grande dipinto con centinaia di volti, quelli dei partecipanti ai funerali delle vittime di piazza Fontana.

Anche Amalia Del Ponte non necessita di grandi presentazioni: artista dalla lunga carriera – fra i suoi mentori Marino Marini e Gillo Dorfles – opera prevalentemente fra Milano e Venezia, dove ha esposto le sue opere anche alla Biennale d’Arte.

Ecco quanto dichiara rispetto ai lavori esposti in questa occasione: “Vedremo in questa esposizione esempi di quanto ancora siamo privi di autentico rispetto verso gli altri, uomini o animali, e verso la Natura… Questo momento storico è tanto importante perché ci potrebbe far riflettere sull’essere umano, disumano, transumano”. 

In esposizione pochi pezzi, fra cui la Bilancia della giustizia e Siamo vivi, minerali e smalto su una sola base, densi di significati.

La sorella Anna Maria presenta invece alcuni filmati sempre ispirati agli anni Settanta e un libro-opera d’arte Piombo e bollicine,realizzato in pochi esemplari numerati.

L’organizzazione generale dell’iniziativa è affidata a Tracce, Associazione Culturale. Di recente costituzione, ha come obiettivo principale la creazione di percorsi segnati dalla memoria consegnata alle pietre d’inciampo. Accanto a questo, l’organizzazione di festival e iniziative legate in particolare al teatro.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.

Il calendario completo è pubblicato sui canali social di Casa della Memoria

Casa della Memoria tel. 02 88444102

casadellamemoria@comune.milano.it

www.cantierememoria.it

Facebook: Cantierememoria

Instagram: @casadellamemoria

per informazioni: info@letracce.org Tel. 329 6466380

Lunedì 27 dicembre 2021, ore 16.30

L’ascolto della memoria

un’ora a parlare di musica e ad ascoltare vinili

da Britten a Bob Dylan, dai Dead Kennedys a Bach

La presenza della musica in dischi, concerti, celebrazioni ha avuto un’importanza che nel Novecento si è moltiplicata rispetto al passato, grazie alla rapidissima diffusione delle registrazioni tramite radio, TV e dischi.

Carlo Centemeri, musicista e studioso, smetterà per qualche giorno i suoi panni di “voce della musica classica” di Radio Marconi e ci porterà in giro per il Novecento tramite una serie di ascolti (da Britten a Bob Dylan, da Schoenberg agli IntiIllimani, dai Dead Kennedys a Šostakovič), condotti rigorosamente da dischi in vinile, per rivivere e ripensare i momenti più salienti degli ultimi cento anni.

Lunedì 27 dicembre 2021, ore 18

Theodoro Finikis

Aftermath or in other words: 

Eight different emotional state portraits

My daughters (II) – rapsodie

Growing problems, growing challenges – studio

My end, their staring gaze – lento

His company in my dreams -poem

Thinking alone – nocturne

My little Oggyes – studio 

Those moments later… – prelude

Hard times – rapsodie

musiche originali di Theodoro Finikis

Sopo aver conseguito studi musicali in organo, pianoforte e composizione, Theodoro Finikis ha insegnato per un certo periodo teoria e solfeggio e pianoforte complementare. La sua formazione contrappuntistica, una nuova elaborazione dell’analisi della letteratura romantica e l’ideale dell’”art for the art sake” hanno portato Finikis a una rivalutazione della composizione musicale. Negli ultimi cinque anni sta esercitando la sua attività concertistica nel nord Italia: Museo d’Arte Orientale E. Chiossone, Genova; Amici del Loggione del Teatro alla Scala, Milano; Chiesa Santissima Trinità, Milano; Casa Museo Boschi Di Stefano, Milano; Spazioborgogno, Milano; Associazione culturale S. Bernardino alle Monache, Milano; Sala Consigliare, Morimondo; Salone d’onore di Villa Durazzo, Santa Margherita Ligure, eseguendo quasi esclusivamente suoi pezzi. Ha inoltre accompagnato con l’organo l’orchestra D. Scarlatti diretta dal maestro Lorenzo Cipriani in concerti di musica sacra a Milano e a Santa Margherita Ligure. Satie, Hoenegger, Skrjabin, Ravel, Sorabji e Ligeti sono maestri ai quali Finikis si sente più vicino e coltiva un interesse per la politonalità e la bi modalità.

Lunedì 27 dicembre 2021, ore 19.30

Nuovababette Teatro

Un giovane medico

testo e regia Donatella Cinà
per il progetto Scena ama Scienza di Nuovababette Teatro

con Fabio Ghidoni e Caterina Luciani Messinis

musiche originali Roberto Dibitonto

Il lavoro prende spunto dal racconto autobiografico degli Appunti di un giovane medico di Michail Bulgakov.
Nel 1917, un giovane medico di Kiev appena laureato viene mandato in una condotta isolata nella campagna russa e si trova faccia a faccia con casi disperati affidati alle sue cure. Il dottore avrà la meglio sulle malattie e la morte? Si ambienterà in quel luogo così diverso dalla sua città d’origine?

In scena troviamo due personaggi, il dottore e l’infermiera PelagejaIvanovna, trasfigurata, nel nostro adattamento, in una figura femminile iconica. E’ il rapporto sbilenco tra i due a rivelare con quanto disagio e con quale umanità il medico-scrittore si confronti con la propria impotenza e con l’ignoranza e la superstizione.

Nuovababette Teatro agisce dal 1997 col sostegno della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Gli spettacoli di Nuovababette Teatro richiedono quasi sempre una scrittura originale per la scena, in dialogo con i classici o in confronto con le domande del presente. Tra i progetti in atto, Audiobabette, storie in podcast, nato come risposta alla pandemia e diventato presto podcast stabile e a libera fruizione e Scena ama Scienza, format di tre spettacoli che risponde al desiderio di avvicinare cultura scientifica e umanistica in modo poetico. Ne fanno parte Il Caso Semmelweis, Prometeo 2218, Premio Autori Italiani 2019 della rivista Sipario e Fondazione Carlo Terron e Un giovane medico.

Nell’estate del 2021 ha presentato Pinocchio Remix e La linfa della città negli spazi all’aperto del Sistema Bibliotecario Milanese e Al castello con due romantici al Castello di Fénis, in Valle d’Aosta.

Martedì 28 dicembre 2021, ore 16.30

L’ascolto della memoria

un’ora a parlare di musica e ad ascoltare vinili

da Britten a Bob Dylan, dai Dead Kennedys a Bach

La presenza della musica in dischi, concerti, celebrazioni ha avuto un’importanza che nel Novecento si è moltiplicata rispetto al passato, grazie alla rapidissima diffusione delle registrazioni tramite radio, TV e dischi.

Carlo Centemeri, musicista e studioso, smetterà per qualche giorno i suoi panni di “voce della musica classica” di Radio Marconi e ci porterà in giro per il Novecento tramite una serie di ascolti (da Britten a Bob Dylan, da Schoenberg agli IntiIllimani, dai Dead Kennedys a Šostakovič), condotti rigorosamente da dischi in vinile, per rivivere e ripensare i momenti più salienti degli ultimi cento anni.

Martedì 28 dicembre 2021, ore 18

Concerto per pianoforte solo

musiche di Andrea Colesanti

IMMAGINI SONORE

a) 10 PICCOLI PEZZI

1° – Passeggiando

2° – Suonerie

3° – Piccoli Elefanti

4 °- Clown

5°- Walzer del caso non risolto

6° – Ninna nanna per un gatto

7°- C’era una volta

8°- Gladiatori

9°- Batik

10°- Racconto d’Inverno

b)  CRONO

c) RES PERPETUA

Andrea Colesanti è nato nel 1961 a Milano.

Si è laureato a Bologna al D.A.M.S. con tesi di carattere musicologico, si è interessato in particolare alla composizione per pianoforte.

Ha suonato come pianista intrattenitore in hotels, centri commerciali in Italia e all’estero (Vienna).

Ha tenuto corsi di guida all’ascolto e conferenze presso la Scuola Pianistica di Bellinzona (CH).

Ha collaborato al progetto didattico multimediale “Falstaff” presso la Scuola Arti e Mestieri del Teatro alla Scala di Milano.

Recentemente ha proposto sue composizioni pianistiche presso il Museo d’Arte Orientale “Edoardo Chiossone” di Genova, la Casa Museo Boschi Di Stefano Milano, gli Amici del Loggione del Teatro alla Scala Milano, la Sala Furcht Milano, lo Studio Museo Francesco Messina Milano

Ha inciso con Pongo Edizioni.

Martedì 28 dicembre 2021, ore 19.30

Compagnia Carnevale

II Bradipo e la Carpa

(“Il Bradipo e la carpa”)

Adattamento per la scena del volume Due eroi in panchina di Roberto Quartarone  edito da InContropiede

drammaturgia e regia di Antonio Carnevale

con Riccardo Stincone e Antonio Carnevale

disegno luci Giovanni Corsini

organizzazione Maria Claudia Trovato

produzione Compagnia Carnevale

La pièce è dedicata alle figure di Géza Kertész e IstvânToth,due allenatori di calcio ungheresi ancora poco conosciuti in Italia oggi, ma in qualche modo legati anche alla nostra città: Istvân Téth allenò anche Giuseppe Meazza e l’Ambrosiana Inter nella stagione 1930/1931. I due allenatori, infatti,dopo aver rivoluzionato il mondo del calcio italiano negli anni Trenta, tornarono a Budapest e decisero di dedicarsi alla resistenza salvando, grazie alle loro posizioni di privilegio, decine di vite umane durante la Seconda Guerra Mondiale.

Lo spettacolo — adattamento per la scena del volume di Roberto Quartarone Due eroi in panchina edito da InContropiede— è il racconto dell’amicizia tra i due allenatori ungheresi Istvân Téthe Géza Kertész. Sullo sfondo i campi di calcio italiani degli anni ’30 — che i due hanno rivoluzionato con le loro idee – e la città di Budapest, coinvolta nelle vicende della Seconda Guerra Mondiale. I due amici si raccontano, e raccontano senza risparmiare ironia e sarcasmo, gli avvenimenti più felici della loro vita, in un crescendo che mette insieme il calcio, l’amore, la bellezza delle città italiane (Catania e Trieste in particolare), fino alla tragedia e al delirio degli anni che sconvolsero l’Europa. Utilizzando i differenti registri del comico e del tragico, Géza e Istvân divertono e commuovono, e attraverso quella che appare una chiacchierata informale, accompagnano gli spettatori alla scoperta dei loro successi e della storia di due uomini che hanno dedicato tutta la vita alla propria passione, il calcio, fino all’ultimo istante.

Compagnia Carnevale nasce a Milano net 2016 con la prima produzione Arlecchino trasformato dall’Amore.

II 2017 è l’anno di Tra’tiavante, Alichino e della partecipazione al Ravenna Festival con Ricordati di me, che son la Pia, spettacolo selezionato nell’ambito del bando“ Giovani Artisti per Dante ”in collaborazione con la Società Dante Alighieri. Nel 2018 debutta II Bradipo e la Carpa (Premio Marcello Primiceri 2020 Astragali Teatro, Finalista Premio Teatro Voce Delta Società Giovanile Endas Emilia-Romagna 2019, Finalista Palio Ermo Colle 2018, Miglior Testo Premio Settimia Spizzichino e gli Anni Rubati 2018) adattamento per la scena del volume Due eroi in panchina di Roberto Quartarone edito da InContropiede e il monologo Mirandolina, selezionato al Premio Per Voce Sola 2018 in collaborazione con Fondazione Luzzati Teatro della Tosse. Nel 2020 la compagnia ha presentato in forma di studio Per un sorso di tè dopo un pezzo di pane al Premio Scintille 2020 e nel 2021 Tutto va bene, studio presentato alla XXI edizione di Fantasio Festival di Regia.

Mercoledì 29 dicembre 2021, ore 16.30

L’ascolto della memoria

un’ora a parlare di musica e ad ascoltare vinili

da Britten a Bob Dylan, dai Dead Kennedys a Bach

La presenza della musica in dischi, concerti, celebrazioni ha avuto un’importanza che nel Novecento si è moltiplicata rispetto al passato, grazie alla rapidissima diffusione delle registrazioni tramite radio, TV e dischi.

Carlo Centemeri, musicista e studioso, smetterà per qualche giorno i suoi panni di “voce della musica classica” di Radio Marconi e ci porterà in giro per il Novecento tramite una serie di ascolti (da Britten a Bob Dylan, da Schoenberg agli IntiIllimani, dai Dead Kennedys a Šostakovič), condotti rigorosamente da dischi in vinile, per rivivere e ripensare i momenti più salienti degli ultimi cento anni.

Mercoledì 29 dicembre 2021, ore 19.30

Alma Rosé

IO RICORDO

reading teatrale ispirato alla vita di Liliana Segre

l’indifferenza è complice, complice dei misfatti peggiori

di e con Elena Lolli

musiche Mauro Buttafava

audio e luci Mike Reyes

regia Manuel Ferreira

una produzione Alma Rosé

(Alma Rosé)

Un conto è guardare e un conto è vedere,e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere.(Liliana Segre)

Tutto inizia la mattina di un giorno qualunque, a Milano, quando Liliana Segre viene raggiunta da una telefonata inaspettata dalla Presidenza della Repubblica, da cui è avvisata che nel pomeriggio verrà nominata Senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.

E’ cosi che comincia la nostra storia, interpretata da una sola attrice in scena. Liliana Segre ha 88 anni quando le viene assegnato il prestigioso incarico e ne aveva 8 quando era una bambina felice di andare a scuola dalla quale fu però espulsa, cacciata. Dopo 80 anni, la stessa persona viene nominata Senatrice a vita, ma la bambina che era un tempo vive ancora dentro di lei. Da qui ci si addentra in un flusso continuo di ricordi lontani ma ancora vividi e avvenimenti recenti, intrecciati tra loro, che conducono lo spettatore nella la vita della Segre attraversando le maglie che tengono unite il suo passato e la vita di adesso. L’odio e il razzismo che ha vissuto e quello a cui assistiamo oggi, la sua clandestinità e disperata ricerca di salvezza che non possono lasciarla indifferente di fronte a chi oggi cerca salvezza attraversando il mare, l’indifferenza di chi ha girato la testa dall’altra parte di fronte alla persecuzione fascista e nazista, l’indifferenza di oggi verso chi scappa dalla fame e dalle guerre.

Storia personale e Storia collettiva, passato e presente vengono tessuti assieme, come a dire due cose importanti: che la Memoria non serve solo a ricordare ma anche ad agire e che la Storia la facciamo noi. Nella sua storia passata e presente non c’è eroismo, non c’è enfasi, ci sono paure e contraddizioni, emozioni, un’incrollabile voglia di vivere, di lasciare una traccia nella coscienza civile, di far sapere che complice di ogni evento è l’indifferenza del mondo attorno.

Alma Rosé è una Compagnia attiva dal 1997, anno in cui vince il Premio Eti Scenario con lo spettacolo Alma Rosé da cui prende il nome.

Ben radicata sul territorio milanese, la Compagnia ha fatto della città il suo palcoscenico esibendosi dentro ai teatri, nei luoghi della cultura, del sociale e del lavoro, rivolgendosi ad un pubblico variegato e collaborando con realtà differenti. Il teatro di Alma Rosé è fortemente legato ai temi del contemporaneo. Un teatro che, attraverso il racconto del presente, diventa strumento di diffusione di una cultura comunitaria urbana. Nel tempo la Compagnia si impone progressivamente nel panorama cittadino, ricevendo nel 2016 l’Attestato di Civica Benemerenza del Comune di Milano – Ambrogino D’Oro per il lavoro svolto sul territorio.

Oltre a produrre gli spettacoli, la Compagnia promuove laboratori per adulti e bambini, con la consapevolezza che la pratica teatrale è una leva oltre che artistica e culturale anche sociale, un’occasione d’incontro e di scambio tra le persone.

Giovedì 30 dicembre 2021, ore 16.30

L’ascolto della memoria

un’ora a parlare di musica e ad ascoltare vinili

da Britten a Bob Dylan, dai Dead Kennedys a Bach

La presenza della musica in dischi, concerti, celebrazioni ha avuto un’importanza che nel Novecento si è moltiplicata rispetto al passato, grazie alla rapidissima diffusione delle registrazioni tramite radio, TV e dischi.

Carlo Centemeri, musicista e studioso, smetterà per qualche giorno i suoi panni di “voce della musica classica” di Radio Marconi e ci porterà in giro per il Novecento tramite una serie di ascolti (da Britten a Bob Dylan, da Schoenberg agli IntiIllimani, dai Dead Kennedys a Šostakovič), condotti rigorosamente da dischi in vinile, per rivivere e ripensare i momenti più salienti degli ultimi cento anni.

Giovedì 30 dicembre 2021, ore 19.30

Sguardo Oltre

TREGUA DI NATALE

lettura scenica con canzoni dal vivo 


a cura di e con Sofia Pelczer,
voce recitante

e Sara Zanobbio, cantante

Lo spettacolo, appositamente realizzato per Cantierememoria, è legato al ricordo di Gino Strada per sottolineareil binomio Natale vs guerra/conflitto politico. Protagoniste le pagine della grande letteratura moderna e contemporanea attraverso le quali la festività diventa portatrice di un messaggio di pace e di coesione tra gli esseri umani, ma in un contesto critico e scarno.

“Tregua di Natale” del Primo Conflitto Mondiale, L’ultimo Natale di guerra di Primo Levi (Seconda Guerra Mondiale), poesie inerenti al tema (Bertolt Brecht, Alla vigilia di Natale, Giuseppe Ungaretti, Natale), Josef e Maria di Peter Turrini dramma incentrato sul 25 dicembre 1991 (dissoluzione dell’Unione Sovietica) sono alcuni dei titoli che compongono il repertorio della serata.

Ai brani letti si interpongono canzoni popolari eseguite dal vivo, in tema con l’epoca e/o il luogo geografico.

Senza trascurare il grande impatto emotivo, lo spettacolo induce alla riflessione su grandi temi come la guerra, la necessità di pace, la dittatura, il senso di appartenenza.

Teatro Sguardo Oltre è un’associazione culturale milanese che affianca produzioni teatrali a interventi culturali sul territorio. La ricerca di nuovi linguaggi e la volontà di creare dispositivi scenici polivalenti portano la compagnia a indagare il fecondo rapporto tra romanzo e teatro per stimolare l’immaginazione dello spettatore.

Il nucleo artistico di Teatro Sguardo Oltre vanta un’esclusiva femminile: fondatrice e anima dell’associazione è la regista Sofia Pelczer, docente della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, che cura la direzione artistica, coadiuvata da un valente gruppo di collaboratrici. Attorno all’associazione si raggruppano artisti prevalentemente giovani con diversa provenienza e formazione.

Teatro Sguardo Oltre ha all’attivo una continuativa collaborazione con lUniversità degli Studi di Milanocon la quale condivide la visione formativa.

I progetti cercano di affrontare alcune problematiche sociali, ambientali e culturali del territorio con un linguaggio intrinsecamente teatrale, come l’attuale progetto L’alfabeto dell’adozione, che ha come obiettivo la sensibilizzazione, diffusione e trasmissione della cultura dell’adozione, portatrice di valori civici e sociali quali accoglienza e inclusione sociale.

Le produzioni teatrali non assumono solo rilevanza artistica, ma anche educativa, in quanto estendono a un bacino più ampio l’interesse per alcune storie spesso dimenticate.

Sabato 1 gennaio 2022, ore 19.30

Nel novembre del 2020 Tindaro Granata ha tenuto un seminario presso la Scuola Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano, durante il quale ha lavorato con un gruppo di allievi a personali versioni interpretative di Antropolaroid, lo storico spettacolo di Tindaro che nel 2021 ha compiuto dieci anni.

Antropolaroid, ispirato al “cunto” siciliano, ha compiuto centinaia di repliche su e giù per la penisola, nelle grandi città e nei piccoli paesi fino a diventare un “classico” e si è guadagnato premi e riconoscimenti.

Con alcuni dei suoi allievi Tindaro ha dato vita a una nuova forma di Antropolaroid nella quale i giovani sono chiamati a esibirsi prima del “maestro” raccontando alla loro maniera pezzi di vita, il loro Antropolaroid che in questa occasione vedremo nella versione di Jonathan Lazzini, ligure, e Antonio Perretta, campano.

ALLA LUCE DEL FALÒ

di e con Jonathan Lazzini

(Jonathan Lazzini)

Il mio Antropolaroid sorge sulle ceneri della campagna. Uno squarcio su quel che resta di un tempo perduto, tra la vigna e la guerra, tra un’armonica e un falò che svetta alto sopra i campi coltivati.
La storia di una famiglia attraverso Resistenza e compassione, cercando di abbandonarsi a un sogno non ancora tramontato. La poesia che irrompe con forza tra le pieghe di una vita semplice.

Il racconto inizia con degli spari: il mio bisnonno che muore. E’ lì che nasce la mia famiglia. La mia bisnonna che si rimbocca le maniche e che dà inizio a una vita all’insegna della Resistenza, in tutte le sue forme. La storia prosegue con la presentazione dei miei nonni paterni. Del loro vivere tra la fabbrica e i campi. E mio padre che viene investito di una poesia che ha radici chissà dove. Nella narrazione entra in seguito mia madre e la sua famiglia. Tutto ha fine in me che cerco di copiare mio padre, di masticare poesia e perdermi tra alcol e sogni. Tutto ha fine in me che assieme alla mia gente, aspetto l’arrivo di un Godot campestre (in questo caso Tom Joad, direttamente da Furore di Steinbeck) che ci possa scaldare ancora, seduti attorno ad un falò.

Jonathan Lazzini è nato nel 1994 a Sarzana, vive attualmente a Milano dove ha frequentato la scuola per attori “Luca Ronconi” presso il Piccolo Teatro di Milano. Scrive poesie e testi teatrali e partecipa a numerosi festival di settore. Ha vinto il primo premio del concorso nazionale di poesia Premio Bukowski dell’organizzazione Soliti Ignoti di Viareggio nel 2015. Tre pubblicazioni all’attivo: Rutti a pancia vuota a cura della Giovane Holden Edizioni, E i cani fanno finta di niente a cura de La Gru Edizioni e Canzoni del naufragio edito da Controluna Edizioni.

Antonio di e con Antonio Perretta

(Antonio Peretta)

Il mio Antropolaroid attraversa brevemente, con storielle e aneddoti tramandate nel tempo, la storia dei miei nonni Perretta e Callipo e dell’avvocato Rozera, figura di riferimento per tutta la mia famiglia e paragonabile a un ulteriore nonno, in alcuni dei momenti più significativi delle loro vite, vissute tra Sessa Aurunca e Caserta.

Si parla di quando sono nato, dell’importanza che i miei genitori, e non solo, hanno voluto dare al mio nome, chiamandomi Antonio, in onore di mio nonno paterno sicuramente, come spesso è tradizione al Sud, ma anche e soprattutto di Totò. La mia conclusione, quindi, è che sono venuto al mondo per fare questo mestiere, e che è stato quasi scelto prima che nascessi.

Mi chiamo Antonio Perretta, ho ventisei anni e sono di Sessa Aurunca (CE). Nella mia vita ho sempre fatto teatro. Ho iniziato a recitare da bambino. La mia formazione teatrale comincia nel 2014 a Roma dove ho proseguito fino al 2016. Nel 2016, nel mio paese natale, ho lavorato alla mia prima regia con il testo Killer Joedi Tracy Letts. Alla fine del 2016 mi sono laureato presso l’Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”. Nel 2017 sono stato ammesso alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano. A quattordici anni ero cintura nera di Taekwondo, ma sono un appassionato di tanti stili di arti marziali e del Kung-Fu. Strimpello la chitarra.

Domenica 2 gennaio 2022, ore 19.30

Il teatro di Emergency

C’era una volta la guerra

fatti, personaggi, riflessioni, dialoghi, canzoni

uno spettacolo teatrale per ripercorrere la storia di questi ultimi decenni e mostrarci che la guerra non è inevitabile

(“Emercency. C’era una volta la guerra”)

con Mario Spallino

musiche di Guido Tongiorgi

scenografia di Andrea Coppi

luci di Niccolò Pozzerle

produzione EmergemcyOngOnlus

L’orologio dell’Apocalisse – il Doomsday Clock, è stato ideato dagli scienziati della rivista
del Bulletin of Atomic Scientists nel 1947 per mostrare metaforicamente una ipotetica fine
del mondo. Le lancette oggi segnano 100 secondi alla mezzanotte.
C’era una volta la guerra è un titolo che potrebbe sembrare un’utopia. Utopia letteralmente
è il non-luogo, ma “una carta del mondo che non includa Utopia non è degna neppure di uno sguardo, perché lascia fuori il solo paese al quale l’umanità è sempre in procinto di approdare. E quando l’umanità vi approda, guarda avanti e, vedendo un paese migliore, alza le vele” così scriveva Oscar Wilde. Utopia non è una parola adatta soltanto ai sognatori, ai poeti o ai pazzi. Non significa fuga dalla realtà, ma capacità di immaginare qualcosa che non c’è ancora e dargli la possibilità di accadere.

Ce lo dimostrano persone – conosciute e meno conosciute – che negli anni si sono opposte e hanno saputo inceppare il “meccanismo” della guerra, come ad esempio il comandante sovietico Vasilij Archipov che, nel 1962, si oppose al lancio del siluro nucleare nonostante
il suo sottomarino fosse attaccato dagli statunitensi, scongiurando così una guerra nucleare; ce lo dimostrano politici che hanno saputo rispondere alla violenza senza violenza.

Le loro storie e le storie di personaggi meno noti prendono vita sulla scena grazie anche al contributo di musiche e canzoni originali.

La Compagnia teatrale di EMERGENCY nasce nel 2000 con l’obiettivo di informare e far riflettere sui temi della guerra e della povertà, ma anche sulla possibilità di intervenire per promuovere e affermare i diritti umani essenziali e i valori della solidarietà e della pace.

EMERGENCY ha attualmente in scena tre spettacoli, scritti e diretti da Patrizia Pasqui e interpretati da Mario Spallino, Matteo Palazzo e Silvia Napoletano: Pia e Damasco, C’era una volta la guerra e Stupidorisiko. Una geografia di guerra.

Oltre agli spettacoli attualmente in scena, la Compagnia ha prodotto Kamille va alla guerra (2000), che racconta delle mine antiuomo e dei loro effetti collaterali; I diritti di Kamille(2002), che affronta il tema dei diritti umani attraverso storie vere ed emblematiche sul tema; Farmageddon,  L’ultimo uomo sano sulla terra (2009), dedicato al diritto alla salute; Viaggio italiano (2013), un vero e proprio viaggio da Nord a Sud dell’Italia compiuto dall’attore per vedere da vicino realtà di cui ha sentito parlare; Il cerchio della guerra (2015), un racconto sulle attività di EMERGENCY dal crollo delle Torri Gemelle a oggi attraverso storie e immagini.

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