“Gl’innamorati -Il musicarello” all’MTM Teatro Leonardo – Recensione

Gl’innamorati – Il musicarello

dal 17 al 30 dicembre 2021 Teatro Leonardo

produzione MTM Manifatture Teatrali Milanesi

da Carlo Goldoni – dramaturg Valeria Cavalli e Debora Virello – collaborazione al testo e regia Pietro De Pascalis assistente alla regia Chiara Pellegatta – con Gaetano Callegaro, Pietro De Pascalis, Loris Fabiani, JacopoFracasso, Valeria Girelli, Isabella Perego – consulenza musicale Alex Procacci – scenografia Claudio Intropido costumi Giulia Giovanelli – disegno luci Fulvio Melli–assistente alla regia Chiara Pellegatta– direttore di produzione Elisa Mondadori con il sostegno di Next 2019

RECENSIONE

“Gl’innamorati”, scritta da Goldoni nel 1597, è una delle commedie più divertenti del commediografo veneziano. Il suo tema è l’amore in tutte le sue sfaccettature e questo la rende moderna e spesso rappresentabile nella nostra epoca. I personaggi principali, gl’innamorati del titolo, sono Eugenia e Fulgenzio che, pur amandosi o forse perché si amano troppo, non possono fare a meno di litigare: lei perché gelosa di Clorinda, cognata di Fulgenzio, lui perché è eccessivamente impulsivo e non meno geloso di lei, fino al punto di minacciare il suicidio se vede la fidanzata parlare con un altro.

Nella drammaturgia di Valeria Cavalli e Debora Virello, alla quale ha collaborato Pietro De Pascalis, che è anche il regista, la commedia viene trasposta ai nostri giorni: una compagnia teatrale vuole recitare la commedia goldoniana ma non ha i mezzi economici per poterla rappresentare in un teatro fisso con una scenografia adeguata ed è costretta a recitarla solo di lunedì, quando i teatri ospitanti non hanno proprie rappresentazioni in corso. La compagnia, quindi, si deve adeguare ad andare in scena un solo giorno alla settimana e, cambiando teatri, deve accontentarsi di usare le scenografie di questi ultimi, non sempre conformi alla commedia che devono recitare. Si aggiunga che oggetto della recita è un’opera che mette in continuo risalto le scenate dei protagonisti che non sono solo fidanzati nella finzione, ma lo sono anche nella realtà e, sarà per l’influenza subìta dalla trama della commedia goldoniana, sarà perché sono costretti a subire il disaccordo tra il direttore della compagnia, che vuole rappresentare un Goldoni in modo classico, e quello del regista, che invece vuole modernizzare l’opera, non fanno che litigare anche loro come i personaggi che interpretano. Da qui i dispetti reciproci, le discussioni tra gli altri membri della compagnia, ciascuno di loro malati di protagonismo. E ci troviamo nel pieno genere del metateatro.

Numerose sono le trovate comiche, grazie alla bravura degli attori in scena che sanno rendere più esilarante una commedia che già lo è all’origine. Come se non bastasse, c’è la novità che nella commedia vengono inserite canzoni dei nostri anni, come avveniva nei musicarelli dei film degli anni cinquanta e sessanta e che costituiscono un richiamo soprattutto per il pubblico più giovane il quale viene invogliato ad accostarsi alla lettura di Goldoni e scoprire che non si tratta di uno scrittore “antico” ma universale nei temi trattati e quindi sempre vicino al nostro secolo

La scelta operata da Valeria Cavalli e Debora Virello è sorprendente nella sua originalità e si spiega in questo modo la fortuna che la commedia ebbe nel 2019, alla sua prima rappresentazione, e una riproposta oggi era d’obbligo, perché cavallo vincente non si lascia. L’originalità è anche dovuta al fatto di dare un doppio titolo alla commedia: il musicarello era un genere musicale iniziato negli anni cinquanta e aveva come scopo la promozione di canzoni lanciate da cantanti famosi dell’epoca (una sorta dei video clip odierni) che, con una trama molto semplice, serviva da supporto a promuovere quelle loro canzoni. I primi musicarelli ebbero per protagonisti cantanti come Claudio Villa, Mina, Adriano Celentano. Ma la loro vera fortuna la incontrarono soprattutto negli anni sessanta. La cantante che per prima ne “nobilitò” il genere fu Rita Pavone con “Rita, la figlia americana” che si avvalse di Totò come co-protagonista. In seguito la Pavone fu la protagonista di altri film che, più che assimilarsi ai musicarelli veri e propri, ebbero tutte le caratteristiche di musical, un pò per una più accurata regia, tra le quali quelle di Lina Wertmuller, un pò per la partecipazione di grossi attori del cinema e del teatro (tra i tanti: Giulietta Masina, Turi Ferro, Romolo Valli, Giancarlo Giannini, Terence Hill, Bice Valori, Paolo Stoppa, Peppino De Filippo e tanti altri ancora). Gli altri cantanti famosi dell’epoca, che girarono i musicarelli più classici furono, tra gli altri, Gianni Morandi, che girò cinque film, Al Bano, Bobby Solo, Little Tony, Caterina Caselli, Orietta Berti. Una curiosità: in Brasile il musicarello “Dio, come ti amo” con Gigliola Cinquetti fu proiettato per oltre dieci anni consecutivi nelle varie città del Paese.

In questo caso il musicarello è la commedia stessa ma non è legato a un singolo cantante o a una singola canzone. Non perde però la sua funzione di farsi promotore e “il beneficiario” è Carlo Goldoni.

Tutti gli attori sono eccezionali nelle loro parti, sembrano venir fuori dalla commedia dell’arte e riservano molte sorprese, specialmente Valeria Girelli che, pur essendo destinata a recitare una parte minore, quella di Flamminia, raccoglie alla fine una sua rivincita scenica, il tutto governato con destrezza dal regista Pietro De Pascalis.

Una delle scene più originali è quella in cui l’attrice, che interpreta la parte di Eugenia (Isabella Persico) e l’Eugenia goldoniana, si confronta con l’attore che svolge il ruolo di Tognino (che nel frattempo finisce per sostituire l’attore che interpretava Fulgenzio e che è fuggito per dedicarsi alla carriera cinematografica) e i dialoghi dei due attori si intrecciano convulsamente con quelli dei personaggi goldoniani.

La scena in cui la compagnia si trova costretta a recitare rappresenta una cucina della fine degli anni Cinquanta. Sul cartellone del teatro che li ospita si apprende che la commedia in programma in quel teatro è un’opera di Shakespeare, chiaramente in una versione riportata ai giorni nostri. E questo elemento non è casuale perché è in sintonia con la commedia goldoniana che andrà in scena dalla “compagnia del lunedì”, che il regista, in contrasto con il direttore di scena, vuole “modernizzare” nell’ambientazione.

Il pubblico si è veramente molto divertito, le canzoni, essendo conosciute dagli spettatori, non hanno creato alcun attimo di noia. La famosa canzone finale dei Ricchi e Poveri, infine, ha regalato il tocco finale, permettendo agli spettatori di unirsi al coro degli attori.

Grande successo alla ripresa di questa insolita commedia che può iscriversi, a ragione, tra le più encomiabili della produzione dell’MTM.

Vista il 17 Dicembre 2021

(Carlo Tomeo: diritti riservati)

Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it – 02.86.45.45.45

Categorie RECENSIONI

2 pensieri riguardo ““Gl’innamorati -Il musicarello” all’MTM Teatro Leonardo – Recensione

  1. Recensione che, come la commedia, incalza e invita ad un serata di teatro colto e divertente: un ottimo regalo di Natale.

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