“Morta zia la casa è mia: la morte ti fa… ricco” al Teatro/Martinitt (Recensione)

Di Gianni Quinto, da un’idea di Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi.

Diretto da Marco Simeoli.

Con Valeria Monetti, Maurizio Paniconi, Jacopo Pelliccia e Alessandro Tirocchi . Produzione La Bilancia.

RECENSIONE

L’anziana Signora Olga muore mentre stava guardando in televisione un concerto di Gigi D’Alessio. I suoi quattro nipoti (i fratelli Flavio, Giulia, Antonio e Valerio), che non si incontravano da anni, si riuniscono, vestiti a lutto, intorno alla salma della loro cara zia per organizzarne le esequie. I volti, apparentemente affranti, stentano a nascondere il desiderio di mettere mano ai soldi che la zia ha loro lasciato in eredità. Pregando, raccontano le loro reciproche esperienze e, pian piano, vengono a galla i problemi economici che ciascuno dei quattro ha e che potranno risolvere solo grazie al lascito della zia.

In un flashback, dove dall’aldilà si ascolta la voce della zia, si assiste all’arrivo nella casa dei quattro fratelli nel giorno in cui avevano appreso della morte della congiunta e si apprestavano a preparare il funerale. Apprendono da una lettera trovata casualmente in casa che la zia ha lasciato loro un milione di euro in contanti che è racchiuso in una scatola rossa. Inizia quindi spasmodicamente la ricerca di questa scatola il cui contenuto rappresenta la soluzione delle loro preoccupazioni finanziarie.

Ma la ricerca di quella scatola non è così facile e da qui inizia il loro battibeccare, dove ciascuno di essi cerca di tirare l’acqua al proprio mulino. Il tutto si realizza in una serie di battute dove i quattro si rinfacciano manchevolezze subìte in passato che, dapprima iniziano in sordina e poi si fanno sempre più crescenti. Ai quattro si aggiungono altri personaggi: la badante che vuole essere liquidata per il lavoro svolto, l’uomo delle pompe funebri che propone i suoi servizi e due comari che sono venute a trovare la loro amica Olga e non sapevano della sua morte.

Questi altri quattro personaggi sono interpretati dagli stessi attori: Flavio fa la parte del venditore di servizi per il funerale, Giulia quella della badante e, per sembrare più bassa, si muove inginocchiata, gli altri due vestono i panni delle comari e, nelle vesti di questi secondi personaggi, aggiungono ilarità alla commedia.

Una leggera noir comedy, a tratti anche surreale, in una trama dall’ingranaggio perfetto che non può non suscitare grande divertimento nel pubblico.

Gli attori sono tutti ugualmente molto bravi nell’interpretare, ciascuno di essi, un doppio personaggio. Maurizio Paniconi (Antonio) e Alessandro Tirocchi (Valerio) sono irresistibili nelle parti delle comari con le mani tremolanti per il Parkinson e dalla memoria labile, così come lo è Valeria Moretti (Giulia) che, come badante, deve adoperarsi anche in una non comune fatica fisica. Per finire, Jacopo Pelliccia (Flavio) sa essere un impresario di pompe funebri comicissimo in un ruolo che sembra essergli stato ritagliato addosso ad hoc.

Diverse le trovate escogitate dalla regia e che costituiscono un valore aggiunto: per esempio il momento iniziale in cui i tre attori che cercano tra il pubblico un quarto uomo per il trasporto della cassa da morto sul palcoscenico, il rosario recitato durante la veglia funebre dove, al posto dei santi, vengono citati nomi delle fermate della metropolitana e quelli di ospedali milanesi e infine quella di collocare all’ingresso un registro dove gli spettatori, entrando o uscendo dalla sala al termine della commedia, potranno lasciare parole di cordoglio e appore le loro firme di “partecipazione al lutto”

Ma infine i quattro fratelli riusciranno a coronare il loro sogno di diventare ricchi e felici? Il finale è imprevedibile e assolutamente top secret da parte dello scrivente per evitare di fare spoiler.

Il numeroso pubblico accorso a vedere la commedia ha mostrato di divertirsi molto con lunghi applausi anche a scena aperta. Si consiglia di recarsi a vederla.

Vista il giorno 3 Dicembre 2021

(Carlo Tomeo: diritti riservati)

In scena fino al giorno 19 Dicembre al TEATRO/CINEMA MARTINITT:

Via Pitteri 58, Milano – Telefono 02/36580010, info@teatromartinitt.itwww.teatromartinitt.it.

Orari biglietteria: lunedì-sabato 10.30-21, domenica 14/21. Parcheggio interno gratuito.

Costi: 26 euro intero (over 65, 18 euro; under 26, 16 euro). Abbonamenti a partire da 70 euro.

Categorie RECENSIONI

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