“Miracoli metropolitani” al Teatro Elfo Puccini – Recensione

Miracoli metropolitani

uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo

drammaturgia Gabriele Di Luca

regia Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

con (in ordine alfabetico) Elisa Bossi, Ambra Chiarello, Federico Gatti, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Federico Vanni, Aleph Viola

musiche originali Massimiliano Setti

scene e luci Lucio Diana, costumi Stefania Cempini

una coproduzione Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli -Teatro Bellini in collaborazione con il Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale”

RECENSIONE

Protagonista di questa commedia è… la merda. Merda nel senso reale e merda come metafora dell’abbruttimento di un vivere civile nella società di oggi: Gabriele Di Luca si è ispirato a un avvenimento realmente accaduto a Londra nel 2017, quando nelle fogne della città fu rinvenuto un enorme masso di grasso di 130 tonnellate proveniente dai WC e costituito da escrementi e altro materiale non biodegradabile che portarono all’esplosione del sistema fognario.

La storia ruota intorno a personaggi che, dopo l’incidente fognario di grossa portata e che ha invaso le strade cittadine, trasforma una vecchia autorimessa in un locale di servizio di consegna a domicilio, utilizzando un servizio online e specializzandosi in cibo per intolleranti alimentari. I personaggi sono l’imprenditrice Clara che si occupa di allargare la cerchia della clientela facendo un uso smodato del cellulare, il marito Plinio è il cuoco che rimpiange tempi migliori del passato quando ero uno chef rinomato di un vero ristorante, il loro figlio Igor un giovane razzista, la rivoluzionaria madre di Plinio, l’aiutante etiopica Hope e un fattorino in libertà vigilata che sogna di fare l’attore, A questi sei personaggi si unirà fortuitamente Cesare, un professore di italiano e storia, aspirante suicida a causa di un accadimento doloroso che si scoprirà solo alla fine, e che finirà per integrarsi alla combriccola e diventare quasi una persona di famiglia.

Nel frattempo per le strade le forze governative svolgono una serrata caccia contro gli immigrati i cui svolgimenti, sempre più drammatici, vengono raccontati ad alto volume da una radio che a tratti interrompe gli avvenimenti che si svolgono sulla scena.

Gli scontri svariati che avvengono tra i personaggi per i motivi più disparati costituiscono l’ossatura della commedia, grottesca e in alcuni punti surreale. Il carattere di ciascuno di essi viene alla luce sommessamente e solo nel procedere dell’azione si definisce in una nuova natura: all’inizio prevale il cinismo e solo verso la fine, quasi a cercare una forma di riscatto, si addolcisce. Le battute sono fulminanti, il ritmo delle azioni è concitato, non ci sono pause. il linguaggio usato è denso di turpiloquio e le risate, specialmente nella prima parte, sono travolgenti coinvolgendo il pubblico.

La trama della commedia porta alla luce temi scottanti della nostra epoca: il modo di trarre profitto da un incidente imprevedibile come lo scoppio delle fognature è paragonabile a chi ha approfittato della nascita della pandemia del coronavirus, di cui siamo ancora vittime, per trovarne fonti di guadagno. Il razzismo rappresentato in una forma che porta a estreme conseguenze, è un altro elemento determinante specialmente nella seconda parte della pièce. Lo scoppio delle fognature infine porta alla luce un altro argomento che il regista ha sottolineato essere “il simbolo di un pianeta che si rivolta all’uomo per riaffermare se stesso e ribellarsi a decenni di incurie, prevaricazioni e abusi ambientali”.

Gabriele Di Luca ha scritto un testo formidabile di grande attualità e la Compagnia Carrozzeria Orfeo ha lavorato al suo meglio per fornire una prestazione di grande qualità grazie all’eccellente regia dello stesso Di Luca e degli altri due registi Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi.

In una compagnia teatrale che lavora da anni in simbiosi non è possibile citare un componente particolare perché sono tutti bravissimi e dipende dai ruoli che coprono. In questo caso, comunque, non è possibile fare a meno di citare almeno Beatrice Schiros che ha interpretato con gran talento ed enorme credibilità la parte di Clara, dai molteplici risvolti caratteriali: schizofrenica, bugiarda, egocentrica e nello stesso tempo amabile.

Il pubblico ha riempito la Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini e ha applaudito lungamente questo spettacolo che, pur durando due ore e un quarto senza soluzione di continuità, è sembrato non lungo e tutt’altro che stancante. Se ne consiglia la visione.

  • Visto il 30 Novembre 2021

(Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato)

Lo spettacolo sarà in scena fino al 31 dicembre 2021

Per informazioni:

TEATRO ELFO PUCCINI, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano– Durata: 2 ore 15– Mart/sab. ore 20.30; dom. ore 16.00 – Prezzi: intero € 33 / rid. giovani e anziani €17,50 / online da € 16,50 – Info e prenotazione: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org

Categorie RECENSIONI

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