“Vieni avanti, cretina!” di e con Serena Dandini al Teatro Carcano – Recensione

VIENI AVANTI, CRETINA!

Varietà ideato e condotto da Serena Dandini

Con la partecipazione di Martina Dell’OmbraFederica Cacciola, Germana Pasquero, Rita Pelusio,

Alessandra Faiella, Laura Formenti, Cristina ChinagliaAnnagaia Marchioro

e con la partecipazione di Paola Cannatello

Produzione Teatro Carcano

RECENSIONE

La “cretineria” della donna come affermazione di parità con l’uomo e non di declassamento rispetto a quella di quest’ultimo.

Il titolo dello spettacolo che Serena Dandini porta in scena in questi giorni al Teatro Carcano si ispira ai varietà dei Fratelli De Rege, un duo popolare negli anni trenta-quaranta, dove uno dei personaggi faceva da spalla all’altro che interpretava la parte del cretino che, grazie alle sue battute costituite dai nonsense che provocavano la risata tra i pubblico, assumeva il ruolo più responsabile ai fini della buona riuscita della messa in scena. Gli spettacoli dei Fratelli De Rege possono essere considerati una metafora di quello che accade spesso nella vita reale dove solo agli uomini sembra essere concesso il “privilegio” di raggiungere incarichi di responsabilità nonostante la loro cretineria, mentre alle donne sono riservati ruoli secondari, da spalla per l’appunto.

E allora, traendo spunto dalle parole della Segretaria di Stato degli U.S.A., Madeleine Albricht, che sosteneva che “la vera parità sarà raggiunta solo quando una donna cretina potrà avere lo stesso incarico di responsabilità di un uomo cretino”, Serena Dandini ha improntato il suo spettacolo come una provocazione per affermare l’emancipazione femminile, grazie alla comicità che ricorda, riveduta agli attuali canoni dell’umorismo, quella dei Fratelli De Rege, dove il personaggio principale è proprio il cretino.

Con questi presupposti Serena Dandini esalta quindi la “cretineria” delle donne e se ne appropria, attraverso diversi monologhi che trattano di argomenti svariati e recitati da nove attrici, alle quali lei fa “da spalla” nel presentarle di volta in volta.

La prima a entrare in scena è Alessandra Faiella che descrive i vari momenti vissuti dalla donna, dalla nascita dell’amore, alle fasi del matrimonio improntate in una sorta di sofferta casalinghitudine, fino allo sgradevole arrivo della vecchiaia. Toccherà poi alle altre attrici, chiamate volta per volta dalla Dandini, a esibirsi in monologhi che trattano svariati argomenti: Martina Dell’Ombra affronta il tema della cultura di massa rappresentata dai social. Cristina Chinaglia legge alcune pagine, opportunamente inventate, dal libro campione d’incassi “50 sfumature di grigio”. Federica Cacciolla, munita di leggio, fa la parodia di un rassicurante monologo teatrale. Annagaia Marchiora è una lesbica con la passione per l’etimologia e discetta sui vari sostantivi che si usano oggi per descrivere le varie tipologie dell’lgbt. La difficoltà che le donne sono costrette ad affrontare vengono rappresentate da un’irresistibile Rita Pelusio, che, seduta su una sedia, si destreggia indefessamente, a un ritmo serratissimo, rispondendo contemporaneamente a due telefoni per occuparsi di pratiche lavorative, discutere con la mamma che non “collabora” con la badante ucraina, con la baby sitter del figlio al quale è venuta la febbre a 38 e mezzo, con l’amica che non riesce a incontrare, con il marito che deve accontentare, promettendogli che indosserà biancheria e scarpe sexy perché lui possa eccitarsi al meglio. Laura Formenti confessa di sentire il desiderio di essere uomo per poter usufruire di tutti i vantaggi di cui questi usufruisce nella vita. Germana Pasquero interviene tre volte, la prima, quando si avvicina alla Dandini scambiandola per Sabina Guzzanti, la seconda quando mima le difficoltà che incontra una donna in un bagno pubblico dove deve stare attenta a non toccare nulla e a tenere sulla faccia la mascherina per paura del virus del covid, la terza quando imita Franca Leusini intervistata dalla Dandini. C’è un nono personaggio interpretato da Paola Cannatello che interpreta la parte della svampita e che ogni tanto arriva sul palco e interrompe la Dandini, disquisendo di vari problemi visti dal suo punto di vista: per esempio è bene fare beneficenza così si dimostra che si è molto benestanti e così via fino a toccare l’argomento del Decreto Zan dal suo punto di vista.

Tutti questi monologhi sono pieni di battute esilaranti, tanto che il pubblico reagisce con risate prolungate e continui battimani a ciascuna di esse. L’ironia, spesso graffiante, in alcuni punti surreale è un elemento essenziale per renderle sempre in carattere con i presupposti che la stessa Dandini ha dichiarato nel presentare lo spettacolo: “Per secoli ci hanno dato delle cretine e ora possiamo deliberatamente definirci tali da sole in una serata di comicità interamente al femminile”

Sia lei che le sue bravissime amiche attrici sono state molto applaudite da un pubblico che ha riempito interamente il teatro. Numerose le chiamate in scena al termine dello spettacolo.

Visto il 18 novembre 2021

(Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato)

In scena al Teatro Carcano fino al 21 novembre. (Telefono: 02-55181377)

info@teatrocarcano.com | http://www.teatrocarcano.com

Categorie RECENSIONI

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