“Le opere di William Shakespeare in 90 minuti” al Teatro Menotti Filippo Perego – Recensione

TEATRO MENOTTI FILIPPO PEREGO

LA MACCHINA DEL SUONO in

LE OPERE COMPLETE DI WILLIAM SHAKESPEARE IN 90 MINUTI

Produzione KHORA TEATRO/TIEFFE TEATRO MILANO

Una commedia scritta da Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield.

Interpretato e diretto da Roberto Andrioli, Fabrizio Checcacci, Lorenzo Degl’Innocenti

RECENSIONE

Scritto da tre commediografi americani, Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield nel 1987, lo spettacolo ebbe nove anni di repliche al Criterion Theatre di Londra e continua a riscuotere successi un pò dappertutto. In Italia, Zuzzurro e Gaspare ne fecero un adattamento nel 2012, è ora arrivato nelle sale da parte del trio costituito da Roberto Andrioli, Fabrizio Checcacci e Lorenzo Degl’Innocenti.

Immaginare di recitare un condensato delle 37 opere di Shakespeare in un’ora e mezza non può che risolversi in una parodia delle stesse, dove ciascuna di esse viene recitata per pochi minuti a un ritmo serrato che non dà spazio a un solo momento di stasi. E non a caso la compagnia dei tre attori si chiama la “Bignami Shakespeare Company” e, proprio come un bignami, vengono recitate le parti più salienti delle commedie e dei drammi dello scrittore inglese. La scena è costituita da un fondale di stoffa che serve agli attori per i velocissimi cambiamenti di scena. I costumi sono costituiti, al pari del materiale del fondo-scena, da pochi elementi essenziali (parrucche per i personaggi maschili e trecce per quelli femminili, vestiti da donna indossati sui pantaloni e altri elementi poveri che servono per identificare i personaggi interpretati). Il tutto richiama alla commedia dell’arte.

Quello che avviene sulla scena è un susseguirsi di citazioni delle opere del Bardo, che vengono esasperate in più punti, sia nel parlato sia nei movimenti fisici che sono convulsi e quasi senza interruzioni. Naturalmente non è possibile immaginare che vengano raccontate, sia pur brevemente, tutte le opere di Shakespeare: la maggioranza dei titoli di esse sono elencati leggendoli da tre quadernoni. Ma ci sono le vere e proprie parodie, che sono la parte più irresistibile. Si comincia con “Romeo e Giulietta”, dove gli attori interpretano, alternandosi di corsa sulla scena e indossando gli abiti di circostanza, le parti dei due protagonisti, di Tebaldo, della nutrice e di Frate Lorenzo. “Otello” viene raccontato con una pulsante musica rap. “Tito Andronico” è un master chef da gran guignol, “Macbeth” da giocatori di calcio, “Giulio Cesare” in due battute essenziali che precedono la sua uccisione. E ogni tanto vengono evocati i nomi di “Antonio e Cleopatra, “Troilo e Cressida”, “Le allegre comari di Windsor”. Le gags si sprecano, così come non si risparmiano le azioni violente, che sono tanto presenti nelle opere di Shakespeare, ma che qui sono tutte rese in chiave comica in modo da trascinare il pubblico alla risata più sonora.

La commedia, pur essendo costituita da un atto unico, ha una divisione simbolica in due parti. E la seconda parte è dedicata alla commedia più famosa di Shakespeare, l'”Amleto” che viene recitata velocemente una volta in circa venti minuti, poi, quasi al termine dello spettacolo, velocissimamente in un minuto e quindi ancora in un minuto, ma interpretata al contrario.

I tre attori in scena sono di una bravura eccezionale, si muovono velocemente sulla scena con un tempismo impareggiabile. Una delle parti più salienti della comicità è rappresentata, come suole succedere nel teatro comico (ma si pensi, per esempio anche ai film dei Fratelli Marx), dal ripetersi di certe azioni, tanto che lo spettatore sa già cosa accadrà dopo un determinato avvenimento (per esempio il sentirsi male da parte di un personaggio femminile). Ma lo spettatore non è solo lì per assistere. La quarta parete tra attori e pubblico viene a un certo punto a cadere e qui il coinvolgimento tra gli uni e l’altro si fa più stretto. Questa è un’altra delle tante “trovate” dello spettacolo. Naturalmente non spiegherò di più per non spoilerizzare.

Divertentissimo, irresistibile, liberatorio e ben lo ha dimostrato il numeroso pubblico della “prima” che ha applaudito a lungo. Spettacolo che consiglio vivamente di andare a vedere!

(Carlo Tomeo: ogni diritto riservato)

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Menotti Filippo Perego in via Ciro Menotti 11, fino al 21 novembre.

Per ogni informazione:

biglietteria@teatromenotti.org tel. 0282873611

Categorie RECENSIONI

Un pensiero riguardo ““Le opere di William Shakespeare in 90 minuti” al Teatro Menotti Filippo Perego – Recensione

  1. Confermo quanto in recensione, spettacolo da vedere. Ottima performance degli attori, finalmente rivalutati i Bignami che tutti noi, un po’ grandi abbiamo usato!!!!!! Recitare le opere di Shakespeare in 90 minuti permette non solo di “ripassare” ma di divertirsi in maniera serena e intelligente. Grazie e complimenti agli attori per la bravura e la ” resistenza fisica “. La platea applaude meritatamente!!!

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