La camera azzurra al Teatro Carcano – recensione

La camera azzurra ©Laila Pozzo_web_06Al Teatro Carcano di Milano

da giovedì 17 a domenica 27 ottobre 2019 – Debutto nazionale

LA CAMERA AZZURRA di Georges Simenon

Adattamento teatrale Letizia Russo

Con Fabio Troiano, Irene Ferri, Giulia MaulucciMattia Fabris

Assistente alla regia e scelte musicali Sandra Zoccolan

Scenografia Maria Spazzi | Costumi Erika Carretta | Disegno luci Alessandro Verazzi

Regia Serena Sinigaglia

Produzione Nidodiragno / Coop CMCSara Novarese

Nella foto: (da sin. a ds.) :  Fabio Troiano, Mattia Fabris, Giulia Maulucci e Irene Fabbri   (ph. di Laila Pozzo)

DURATA: 90 minuti (atto unico)

Recensione:

Per quanto ne sappia, tra le tante passioni di Serena Sinigaglia, sono annoverate Shakespeare e i gialli. Per cui la regista non poteva perdere l’occasione di celebrare il grande Simenon nel trentesimo anniversario della sua morte e con uno dei suoi romanzi, naturalmente “noir”, tra i più rappresentativi della società moralista di una Francia degli anni sessanta, che si nascondeva dietro un falso perbenismo e che purtroppo si manifestava ed esiste tuttora, anche nella nostra società attuale, nonostante le “aperture” verso la necessità di dimostrare l’autenticità del proprio pensiero, molto sbandierata specialmente dai media.

Serena Sinigaglia ha portato in scena una commedia dalla trama avvincente, utilizzando attori dalla bravura esemplare che si sono dimostrati più che credibili nelle parti loro affidate ( e in particolare vorrei citare Fabio Troiano e Irene Ferri) ma non si è limitata a darne un’interpretazione tradizionale, che pure, in ogni caso, avrebbe appassionato il pubblico, data la trama emozionante. De resto come avrebbe potuto una regista della sua portata, che non si limita a dirigere, ma ama rinnovare, portare allo scoperto certi mali della società odierna, adottando mezzi spesso inusuali che però, se opportunamente esaminati dallo spettatore attento, raggiungono lo scopo che la regista si era preoccupata di denunciare?

Prima di tutto si è servita di una struttura scenica, ottimamente realizzata da Maria Spazzi, affatto tradizionale: sghemba e scivolosa, quasi a dimostrare che andava raddrizzata, perché gli stessi personaggi non potessero scivolare nella falsità, anche se il loro comportamento non appariva desideroso di farlo, nascondendo le proprie pulsioni, in special modo quelle sessuali, dietro un perbenismo che voleva apparire naturale a tutti i costi.

In questo ci riesce benissimo il personaggio di Gisele (l’attrice Giulia Maulucci) con il suo linguaggio rassicurante e sempre pronto a mediare per il bene della famiglia mentre il proprio vero stato d’animo è rivelato dall’ossessivo lavoro a maglia. E lo stesso accade al marito Tony (l’attore Marco Troiano) che esagera negli attegguamenti affettuosi per farsi perdonare il tradimento che ora rinnega. Il personaggio più aperto a mettere in mostra l’autenticità del proprio carattere sembrerebbe essere la già citata Irene Ferri, che non nasconde la sua inarrestabile passionalità nei confronti dell’amante, e tuttavia si legge tra le righe che quella passionalità possa nascondere altri interessi. Serena Sinigaglia fa ripetere due volte la scena madre irrefrenabile delle effusioni dei due amanti non a caso, dove ogni gesto, ogni parola vengono ripresi tali e quali, senza alcuna, sia pur piccola modifica. Ciò per dimostrare che anche nelle manifestazioni più intime, se ripetute pari pari, si possa nascondere una forma di ipocrisia.

Anche il personaggio del commissario, bene interpretato da Mattia Fabris, nasconde a malapena le sue ossessioni usando un comportamento che sembrerebbe corretto ma diventa a un certo punto ossessivo, perché finge il rimorso per un suo tradimento.

L’azzzurro della camera ha il colore della liscivia che viene usata per sbiancare gli indumenti. Eppure, ammesso che si possa usare sulle pareti di una camera, in questo caso queste rimarrebbero azzurre perché, se diventassero bianche, verrebbero allo scoperto cose che vanno tenute nascoste.

Anche la sceneggiatura della commedia, grazie all’adattamento teatrale di Letizia Russo ha diversi pregi: innanzitutto quello di non “scoprire subito le carte” con un racconto lineare, ma usando flash back che “illuminano” a poco a poco la trama intricata e poi di non seguire alla lettera il racconto originale, creando quasi un soggetto inedito. Chi ha letto il racconto di Simenon ne dimentichi soprattutto il finale che Serena Sinigaglia ha voluto del tutto modificare (e non posso dire di più per non spoilerizzare) quasi non le interessasse la fine della storia, quanto, come detto all’inizio, il senso ultimo della storia stessa. Come del resto è spesso accaduto in questo tipo di commedie che ha diretto in passato (ricordo ancora, per esempio, la splendida regia di “Rosalyn” di Edoardo Erba, dove riuscì a “spiazzare” lo spettatore più scaltro).

Sala affollata alla prima di ieri sera e moltissimi gli applausi. Brava Serena!

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

 

ORARI: martedì e venerdì ore 19.30 | mercoledì, giovedì e sabato ore 20.30 | domenica ore 16.00

Recite straordinarie: sabato 19 ottobre ore 16.00 e domenica 20 ottobre ore 20.30

PREZZI: poltronissima € 38,00 |poltrona/balconata € 27,50 |over 65 € 20,00/€ 16,00 | under 26 € 17,00/€ 15,00 PRENOTAZIONI: 02 55181377 | 02 55181362 – PREVENDITE ONLINE: www.ticketone.it | www.happyticket.it | www.vivaticket.it

TEATRO CARCANO – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano

http://www.teatrocarcano.com | info@teatrocarcano.com 

Lo spettacolo toccherà, prossimamente , tra le altre, anche le città di Trieste, Riccione, Ventimiglia, Pergine, Monfalcone, Bra, Massa, Barletta, Montalcino, Follonica, Borgomanero, Casalbuttano, Barga, Arzignano, Nembro.

 

Categorie RECENSIONi

Un pensiero riguardo “La camera azzurra al Teatro Carcano – recensione

  1. Carlo, complimenti per la recensione

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