Stagione 2019/20 Teatro Verdi – e comunicati stampa del dittico “Il mio compleanno” e “Talita Kum” –

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Teatro Verdi | Stagione 2019 2020
Degustazioni Teatrali

Il menù: teatro di figura con la XIII edizione di IF Festival, teatro di narrazione con l’affabulatore Roberto Mercadini e la nuova drammaturgia di Generazione Scenario, i “maledetti francesi” tra poesia e musica con Giangilberto Monti, il cabaret teatrale di Cornacchione e Sgrilli. E ancora il focus europeo di La Confraternita del Chianti, le serate musicali di Verdi Suite, il Festival Leggere le Montagne e quello dell’Ambiente e della Sostenibilità. Il Teatro Verdi dunque offre nella stagione 2019-20 una proposta di degustazioni teatrali che sapientemente alterna sapori differenti. Attenzione a nuove artisticità, linguaggi e drammaturgie, ricerca e promozione del teatro di figura, alternando in IF Festival internazionale di teatro di Immagine e Figura la presenza di Maestri di rilevanza internazionale quali Duda Paiva con il nuovo a-solo Joe 5 (22 e 23 novembre), reduce dal grande successo della première al Festival Mondial des Theatres de Marionettes di Charleville – così come Chayka di Natacha Belova e Tita Iacobelli (22 e 23 maggio 2020) con realtà italiane più giovani ed emergenti – Il Festival sarà aperto il 19 ottobre da un dittico/una “personale” di Riserva Canini che presenteranno Il mIo compleanno e Talita Kum. La stagione sarà inoltre contrassegnata da un impegno produttivo nell’ambito del teatro di narrazione, proponendo un nuovo singolare protagonista: Roberto Mercadini con i tre monologhi Elogio del linguaggio, Felix e Mercadini racconta Ariosto (dicembre – gennaio e febbraio); si conferma poi l’attenzione al teatro musicale di Giangilberto Monti, accompagnato dal vivo da ottimi strumentisti sia in Boris Vian. Il principe delle notti di Saint-Germain-des-Prés (aprile 2020) che in Paris Canaille. La canzone d’autore dei maledetti francesi in prima nazionale a febbraio 2020. Tra i diversi sapori della stagione leggerezza e voglia di riflessione si possono degustare con “Noi siamo Voi. Votatevi!” di Antonio Cornacchione e Sergio Sgrilli.Ulteriore conferma è la collaborazione con La Confraternita del Chianti, con il debutto italiano del nuovo spettacolo Effetto farfalla (marzo 2020) e la rassegna “Europa for dummies”, due settimane a novembre di riflessione teatrale, performances, conferenze, giochi interattivi. sui valori, limiti e opportunità dell’Unione Europea. Una stagione dal gusto internazionale, con i quattro appuntamenti internazionali di IF e i quattro appuntamenti europei del Festival Europa for dummies. Continua la collaborazione con la cooperativa EST, che gestisce Posto Unico, il bistrot del Teatro Verdi, curando la proposta eno-gastronomica e un calendario di iniziative legate al rispetto dell’ambiente, alla sostenibilità e alla cultura del territorio. In tale sinergia si collocano le seconde edizioni del Festival Leggere le Montagne e del Festival dell’Ambiente e della Sostenibilità. Un Teatro Verdi che conferma nella direzione artistica del Teatro del Buratto la sua vocazione ad essere un luogo di incontro, crocevia di linguaggi artistici e stimoli nuovi. Non fast food teatrale ma spazio di degustazione, dove incontrarsi con sapori diversi accomunati tutti dall’attenzione alla qualità, alla sostenibilità e alla novità.

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Venerdì 18 ottobre

Teatro Gioco Vita/Teatro delle Briciole/Teatro del Drago

IF OFF 2019: GIOVANI FIGURE (Presentazioni finali degli allievi del Corso di teatro di figura ANIMATERIA)

Pupazzi, ombre, corpi, oggetti, maschere, teatro su nero, marionette… di questo e tanto altro sono composti i tre brevi studi creati dagli allievi del Corso ANIMATERIA al termine della loro formazione. Tre diversi estratti di spettacoli che affrontano un grande classico come Alice nel paese delle meraviglie di Carroll, il tema della paura (Cane Nero), la riflessione sull’essere umano e la sua esistenza (Polvere).
Attraverso l’uso dei diversi tanti linguaggi del teatro di figura contemporaneo l’animato e l’inanimato condividono lo spazio della scena per raccontare ed emozionare. E suggerire nuovi percorsi di teatro.
ANIMATERIA è un “Corso di formazione per operatore esperto nelle tecniche e nei linguaggi del teatro di figura” approvata con DGR 1208/2018 del 30/07/2018 e co-finanziata dal Fondo sociale europeo PO 2014-2020 Regione Emilia-Romagna” (Operazione Rif. PA 2018-9871/RER Cup E37D18000890007)
CANE NERO (Studio sulla paura)
di Miriam Castamagna, Jessica Graiani, Andrea Lopez Nunes, Marta Lunetta, Riccardo Perna.
con Miriam Costamagna, Andrea Lopez Nunes e Jessica Graiani
regia e drammaturgia Riccardo Perna | sagome e elementi scenici Jessica Graiani e Marta Lunetta
Dicono che uno sguardo del terribile Cane Nero scateni gli eventi più funesti. Così, quando il mostro si presenta fuori dalla porta della famiglia Hope, tutti si barricano in casa impauriti. Tranne Small, la più piccola della famiglia, che riporta l’animale alle giuste dimensioni, dimostrando che la paura, se sai come prenderla, non è poi così tremenda. Ciò che ci interessa trattare è il tema della paura, nelle sue dinamiche e sfaccettature. La paura è una di quelle emozioni che si alimenta di se stessa. Qual è l’unico modo di vincere la paura? Andarle incontro, conoscerla, cimentarsi con lei. La paura addomesticata è un animale buono, magari perfino utile, può ricordarci la nostra forza, può tener conto dei nostri limiti, possiamo volergli bene. Perché un altro aspetto della paura è di essere parte di noi, fedele compagna di tutta l’esistenza. Vogliamo restituire questa storia con una commistione di linguaggi. La scena ruota intorno a una casetta in miniatura, alta poco più di un metro, di cui vediamo la facciata esterna. È isolata, con poca neve intorno, e due attori-personaggi, Padre e Madre, agiscono intorno e su di essa, svegliando gli altri personaggi che la abitano. Intorno alla casa e alla famiglia aleggia una terza figura, un’animatrice, vestita di nero, che altri non è se non l’estraneo, una presenza misteriosa e talvolta inquietante che interverrà sulle scelte e i destini dei nostri personaggi.

POLVERE
di Giulio Bellotto, Annalisa Esposito, Riccardo Reina
con Giulio Bellotto, Annalisa Esposito | regia Riccardo Reina

Polvere” è uno spettacolo senza parole. Sono appunti, scritti sulla polvere.
La scrittura nasce per rimanere tale nel tempo, la polvere è il modo in cui il tempo stesso cancella le tracce di ciò che esiste. Si può davvero contrastare l’inesorabile formarsi della polvere? Oppure l’illusione di lasciare una traccia che resista a oltranza non è che l’ennesimo modo – l’ultimo rimasto – per difendersi dalla finitudine dell’uomo? Lo spettacolo si sviluppa in un tempo e in uno spazio geometrici, rigorosi, costretti. Ma al contempo indefiniti (potrebbe essere qualunque luogo: una casa, una sala d’aspetto, la fermata dell’autobus). In scena vediamo semplicemente un uomo e una donna immobili: due figure umane incorniciate dal buio di un palco vuoto aspettano che qualcosa accada. E qualcosa accade: comincia a cadere della polvere. Da niente, diventa qualcosa, anzi diventa la cosa: come una tempesta di sabbia, diventa il fulcro dell’azione. I personaggi umani fronteggiano questa invasione scoprendosi disarmati.Il ritmo cambia e rompe il silenzio: inesorabilmente la polvere prende il sopravvento sulle due figure che non tentano più nemmeno di ripararsi. Non possono più arrestare l’implosione del loro piccolo mondo circoscritto, schiacciato dal peso di ciò che hanno tentato in tutti i modi di ignorare, o di rimuovere. Fino a quando non si accorgono che loro stessi si stanno sgretolando, in pezzi, in polvere. Insieme.

ALICE
di e con Greta Di Lorenzo 
«Guardando in basso verso i suoi piedi, sembrava che quasi non riuscisse a vederli, tanto si andavano allontanando.»
Alice nel paese delle meraviglie” . Carroll

Alice, allungatasi oltremodo, parla con i suoi piedi: spiega loro che è troppo lontana per potersene occupare e che dovranno arrangiarsi come meglio potranno. Ricorda poi a sé stessa che farebbe meglio ad essere gentile con loro che magari non vogliano più portarla dove desidera andare…
Alice punto è il tentativo d’una messa in scena che a partire da Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll si propone di approdare in un altrove in cui v’è soltanto Alice ed il suo esser essere percipiente. Alice punto è una creatura sola e auto-originata che da sé si diparte e a sé fa ritorno. Esiste in virtù del suo rapporto con le cose: prima tra tutte, quel punto allontanato(si) dalla sommità della i per trovare forse compimento altrove. In Alice punto tutto è cosa*: persone, oggetti, sue porzioni di corpo. Sulle cose Alice punto agisce mostrando loro la possibilità che: se c’è qualcuno a percepirti allora esisti. E le cose divenute esistenti e percipienti le consentono a sua volta di esistere anche in un mondo fatto di sole cose.

TEATRO VERDI MILANO, via Pastrengo 16
Info e prenotazioni:
02 6880038 – prenotazioni@teatrodelburatto.it

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Sabato 19 ottobre dalle ore 20.30

IF FESTIVAL  presenta TALITA KUM e IL MIO COMPLEANNO

La XIII edizione di IF – Festival Internazionale Teatro di Immagine e Figura si apre sabato 19 ottobre al Teatro Verdi con un “dittico” della compagnia Riserva Canini: fondata e composta da Valeria Sacco e Marco Ferro, Riserva Canini è una delle formazioni più interessanti del teatro di figura contemporaneo. Giunto alla XIII edizione IF Festival internazionale di teatro di Immagine e Figura si conferma prestigiosa vetrina e occasione unica per vedere a Milano le migliori produzioni nazionali e internazionali di teatro visuale e di figura avvicinando gli spettatori a un nuovo, più vivace, suggestivo e moderno linguaggio teatrale caratterizzato dalla commistione tra linguaggi verbali e altri linguaggi artistici, tra cui il teatro su nero, il teatro con oggetti nelle sue infinite possibilità di proposta figurativa e musicale, il teatro delle ombre e quello delle figure animate portate, l’uso di video, performance e istallazioni. Il teatro di figura fonde infatti una tradizione antichissima con le nuove frontiere della ricerca, della danza, della performance e delle arti. Spettacoli che con la potenza dell’immagine hanno la capacità di coinvolgere, divertire, emozionare e stupire per bellezza, originalità e inventiva.
Il Festival è nato nella stagione 2007/2008 con l’intento di mostrare e aprire ad un più ampio pubblico la suggestione e l’innovazione del Teatro di figura come linguaggio teatrale e come linguaggio artistico di approfondimento della relazione tra la parola e la figura; nel 2010 è stato insignito del Premio Hystrio-Provincia di Milano. Il Festival si divide in due sezioni: la prima, ospitata presso il Teatro Verdi, è rivolta al pubblico di tutte le età, mentre la sezione ospite presso il Teatro Bruno Munari, If Infanzia; è dedicata nello specifico al pubblico dei bambini. Ad inaugurare l’edizione 2019 di IF Festival la compagnia Riserva Canini che presenta nella stessa serata Il mio compleanno, loro ultima loro produzione per adulti (debutto 2018), e lo storico spettacolo di figura Talita Kum, vincitore di premi internazionali, che dal debutto a Modena nel 2012 ha replicato in Italia, Europa, Turchia e Indonesia. continuando a sorprendere pubblico e critica per la raffinatezza del gioco teatrale e dell’illusione, in cui il confine tra pupazzo e animatrice viene annullato dall’impossibilità di distinguere, fino alla fine, chi sia uno e chi sia l’altro. Attraverso l’animazione di una marionetta a taglia umana, con una tecnica assolutamente innovativa, Talita Kum conduce nel fitto mistero del doppio: la polarità dell’essere umano, il contatto intermittente con l’altro da sé, il fluire prorompente della vita.La serata si apre alle 20.30 con Il mio compleanno che vede in scena Marco Ferro e Stefano De Ponti a condurre il pubblico attraverso un intenso dialogo interiore tra mondo onirico e mondo reale. Un giovane trentenne ricostruisce a ritroso gli attimi appena passati. In un crescendo di tensione emotiva, il protagonista osserva la realtà dall’esterno, come da una bolla che ondeggia nell’aria. La sensazione del protagonista di sentirsi estraneo, solo, in un mondo che non comprende e non comunica con il proprio stato interiore diventa allora universale. Parole, suoni, musica, luci, immagini convergono insieme a creare un’esperienza ipnotica, in cui le percezioni di estraniamento e di allucinazione del protagonista diventano specchio in cui riflettersi. Il racconto parte dall’esperienza autobiografica di una particolare forma di emicrania che si manifesta attraverso una distorsione del campo visivo e percettivo – “emicrania con aura”. Lo spettacolo è un cammino tra il sogno e la coscienza lucida, in una “confusione dilagante di corpo e di sensi” in cui, alla fine, il desiderio ansioso di fuggire si trasforma nella consapevolezza che penetrare le proprie angosce, accoglierle e comprenderle diventa la sola via per vincerle. Attraverso un profondo viaggio nei meandri delle proprie paure, la performance indaga così i desideri, i tormenti e le fragilità dell’epoca che stiamo vivendo. Lo spettacolo coniuga il linguaggio dell’immagine animata attraverso il teatro d’ombre e la proiezione di sagome e acetati, con la sonorizzazione in versione live. In scena un attore, un performer del suono e un grande schermo su cui vengono proiettate immagini in ombra, che scorrono, a volte nitide, a volte deformate attraverso l’uso di lenti, sabbia, acqua e inchiostri: come in una graphic novel in bianco e nero, Marco Ferro, autore della drammaturgia e delle tavole, trasforma in sagome animate a vista i personaggi da lui stesso interpretati. I suoni sono potenti, amplificano il battito del cuore, le sensazioni psicofisiche alterate, il caos vertiginoso del mondo fuori di sé, il martellare incessante dei propri pensieri. Il tappeto sonoro di Stefano De Ponti, che accompagna l’intera performance, è parte integrante della drammaturgia. Il mio compleanno si ispira al saggio “Migraine” di Oliver Sacks, dedicato alla particolare forma di emicrania con aura. A seguire, alle 21.45, va in scena Talita Kum con Valeria Sacco, regia di Marco Ferro. Lo spettacolo ruota attorno a due figure: quella di una creatura coperta di nero, dalle fattezze umane, che abita un luogo notturno e interiore, e quella di una donna, immersa in un sonno profondo che si direbbe infinito. Poi, in un sentore d’allarme, la creatura nera emerge: ci sono delle tracce da seguire e delle voci, vicine e lontane, che si mescolano tra loro. Tra queste, una musica, che chiede di essere danzata come il fluire incessante della vita. L’intenzione è di mettere il corpo umano nella condizione di essere creduto marionetta e di far credere marionetta ciò che è vivente: di far vivere al pubblico l’istante in cui la vita si manifesta, appare, comincia, o riprende. Durante lo spettacolo lentamente il gioco si rivela, l’illusione si dissolve, ma gli occhi dello spettatore continuano a vedere vivo quel che la ragione ha compreso essere marionetta. Ed esattamente questo è il desiderio e la scommessa: mettere la vita nella condizione di essere osservata nel suo esserci e non-esserci, nel suo fluire e nel suo mancare.

Talita Kum nasce da una visione, complessa e insieme lineare, come lo sono certi sogni del pomeriggio. E’ uno spettacolo nato senza parole che nel silenzio ci ha suggerito una storia. E noi le abbiamo dato vita seguendo la rotta di un viaggio che assomiglia molto a una febbre, a un mancamento, a uno di quei momenti in cui le energie si esauriscono e si confondono dentro i nostri incomprensibili confini.” (Marco Ferro e Valeria Sacco)

Talita Kum _ così la Stampa: 

Uno spettacolo intenso, di grande fascino, firmato da Marco Ferro e Valeria Sacco. È un incubo apparito, una metamorfosi scenica di quella che nella tradizione popolare viene indicata come la Pantafica: una creatura onirica e opprimente che si siede sul petto del dormiente, procurando soffocamento e impossibilità di reazione. Valeria Sacco, sola in scena, è interprete eccellente che unisce a una tecnica di animazione ineccepibile un’eterea, quanto lancinante, forza espressiva.”
(La Stampa, Alfonso Cipolla)

Dopo un primo momento misterioso dove le creature si formano indistintamente, la marionetta prende vita e si scopre essere umana, respira, guarda, vive. In tutto lo spettacolo protagonista è lo sguardo dello spettatore che non comprende mai sino alla fine cosa veramente ha davanti, chi è marionetta e chi invece è essere umano in un gioco teatrale molto raffinato.”
(Hystrio, Mario Bianchi)

Magistrale quest’arte del mimo, questo chiaroscuro psicologico che raggiunge il pubblico senza una parola.” (Pane Acqua e Culture, Vincenzo Sardelli.)”

Domenica 20 ottobre Riserva Canini presenta al Teatro Bruno Munari, all’interno di If Infanzia, il loro spettacolo tout public Little Bang dedicato al mistero dell’Universo. Little Bang è uno spettacolo che apre una riflessione sui limiti della conoscenza che da sempre accompagnano l’uomo e stimolano nella sua ricerca artistica e spirituale. «Ci siamo seduti accanto ai bambini come se fossero i nostri antenati. Da loro ci siamo fatti raccontare, attraverso gesti, suoni, materie e colori, come sono andate davvero le cose all’inizio di tutti i tempi. Abbiamo collezionato le tracce di questi istanti ed è nata una piccola galleria d’arte fatta di opere che raccontano l’origine dell’universo. In mezzo a questa personalissima collezione di “piccoli bang” prende vita “Little Bang”. Un’ipotesi immaginaria e teatrale di come tutto ogni volta abbia inizio e fine. Una silenziosa esplosione che accade di continuo. Nelle galassie come nella mente e nella vita degli esseri umani.» –( Marco Ferro e Valeria Sacco)
Marco Ferro è un sensibilissimo narratore, plasmatore, animatore di burattini, creatore di ombre cinesi ed evocatore di un mondo che parte dal detto/mostrato e si estende, si riverbera in noi, con la qualità della poesia: senza confini e senza limiti. […] Little bang è, indubbiamente, uno spettacolo da vedere e rivedere, che apre la mente all’essenziale leggerezza dell’essere, dell’esistere.” Omar Manini, Teatro e scuola. Little bang è il primo lavoro di una trilogia in creazione dedicata alle nuove generazioni, che esplora grandi temi e misteri, restituendoli ai bambini con percorsi teatrali percettivi e poetici. Riserva Canini nasce nel 2004 grazie all’iniziativa di Marco Ferro e Valeria Sacco. Gli spettacoli della compagnia nascono sempre da fasi di sperimentazione nel corso delle quali il soggetto dello spettacolo viene esplorato e suggerisce le tecniche più appropriate alla sua realizzazione. Il rapporto e l’interazione tra il corpo dell’attore e le figure, nelle loro molteplici forme di animazione (ombre, marionette, materie prime, oggetti, manichini, etc.) sono uno dei principali strumenti di lavoro della compagnia. In seguito alle numerose produzioni, Riserva Canini riceve nel 2014 il Premio Eolo come miglior compagnia “per aver saputo rinnovare il linguaggio del Teatro di Figura in Italia”. Nello stesso anno inizia la residenza artistica presso Campsirago Residenza, con la quale collabora oltre che per la produzione dei propri spettacoli, a diversificati progetti di formazione rivolti a professionisti, docenti, formatori e ragazzi. Marco Ferro e Valeria Sacco si diplomano presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi nel 2002. Dopo il diploma approfondiscono l’interesse per il Teatro di Figura lavorando e studiando in Italia con il Teatro dei Sensibili di Guido Ceronetti, Gyula Molnar e Fabrizio Montecchi. All’estero con Philippe Genty e Mary Underwood, con la Compagnia Handspring Puppet e con Stephen Mottram. Nella lirica collaborano con As.Li.Co (Associazione Lirica di Como) per le produzioni di Hansel e Gretel (2009) e Rigoletto (2010), con il Festival Della Val d’Itria per il Gianni di Parigi (2010) e ancora con il Théatre de Rouen-Haute Normandie per Hansel und Gretel (2014). Ultimo debutto della compagnia è lo spettacolo tout public, Non ho l’età (2019), dedicato al grande mistero del tempo.

Talita S.de Ponti (26).JPGTALITA KUM
Immaginato e creato da Marco Ferro e Valeria Sacco
Disegno luci Andrea Narese
Disegno del suono Stefano De Ponti
Musiche originali Luca Mauceri, Stefano De Ponti, Eleonora Pellegrini
Consulenza tecnica Sergio Bernasani
Con Valeria Sacco
Regia Marco Ferro
Una Produzione Riserva Canini
Con il sostegno di Campsirago Residenza (LC), Festival Immagini dall’Interno di Pinerolo (TO),
Rete Teatrale Aretina (AR) Teatro Gioco Vita (PC) e Théâtre Gérard Philipe de FrouardScène conventionnée pour les arts de la marionnette et les formes animées (Nancy – France)
AWARD for BEST PERFORMANCE Festival Trasparenze 2012 – Modena (ITALY)
AWARD for BEST ACTRESS –Festival Pierrot 2013 – Stara Zagora (BULGARIA)
AWARD “EOLO” MIGLIOR COMPAGNIA DI TEATRO DI FIGURA 2014 (ITALY)
NOMINATION for BEST ACTRESS World Puppet Carnival 2013 Jakarta, (INDONESIA)
Selezionato PREMIO INTERNAZIONALE TERESA POMODORO 2017 (Italia)

Il Mio Compleanno 2.jpgIL MIO COMPLEANNO
Immaginato e creato da Marco Ferro con la complicità di Valeria Sacco
Invenzione, composizione, disegno e drammaturgia del suono Stefano De Ponti
Collaborazione tecnica e realizzazione scenotecnica Matteo Lainati
Con Marco Ferro e Stefano De Ponti. Una produzione Riserva Canini e Campsirago Residenza col sostegno di Festival Teatro tra le Generazioni (Empoli); Festival Impertinente (Parma); AstiTeatro e Spazio Kor (Asti); Straligut (Siena); Phoebe Zeitgeist e Scorta Marosi (Milano).

TEATRO VERDI MILANO, via Pastrengo 16

Orari: Il Mio compleanno ore 20.30 – Talita Kum ore 21.45

Info e prenotazioni:
02 6880038 – prenotazioni@teatrodelburatto.it
Prezzi spettacoli:
intero 2 spettacoli 20€ – intero 1 spettacolo 14€
convenzionati 1 spettacolo 12€ – ridotto (over65 / Under25) 10€

Categorie Comunicati Stampa

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