Milano svelata – recensione

FOTO MILANO SVELATA

Palazzo del Senato
Il 27, 28, 29 e 30 giugno e il 5, 6, 7, 12, 13 e 14 luglio, ore 21.15.
Milano svelata
spettacolo itinerante scritto e diretto da Roberto Marafante
con
Ussi Alzati, Ottavio Bordone, Veronica Franzosi, Caterina Luciani, Nazzareno Patruno,Tony Rucco, Emanuele Turetta e Fabio Zulli.
Scene Rosella Inzillo  – Costumi Giusy Nicoletti  –  Disegno Luci Stefano Valentini
Progetto Sonoro
Lorenzo Pacifici
Sarta di Scena
Jessica Maddalena
Materiale Fonico
Mantovani
Attrezzeria
E. Rancati

La Bilancia Produzione / Teatro Martinitt

Ha debuttato il 27 giugno all’interno del Palazzo del Senato, oggi sede dell’ Archivio Storico, il primo degli eventi di “Passaggi segreti”, progetto ideato dalla Bilancia Produzione, la società che gestisce il Teatro dei Martinitt. Il progetto prevede, come già spiegato in altra occasione, una serie di spettacoli in costume ispirati alla storia all’interno di strutture storiche insolite, in genere non di pubblico accesso.

Il primo spettacolo della serie è stato “Milano svelata”, scritto e diretto da Roberto Marafante e racconta la storia di Milano dal 1600 al 1848 con il racconto delle Cinque Giornate di Milano che liberarono la città dall’occupazione degli austriaci.

Gli spettatori convengono davanti al Palazzo del Senato in attesa della guida che li accompagnerà nello spettacolo itinerante. La guida è Barbapedanna, un cantastorie che si affaccia da una finestra del palazzo per dare il benvenuto in dialetto milanese, e quindi scende giù e apre la porta del palazzo per far entrare gli astanti all’interno.

Lo spettacolo si svolge in otto episodi che vengono raccontati o semplicemente citati, in vari punti del palazzo, per lo più nel primo e nel secondo cortile. All’inizio il pubblico viene fatto salire al primo piano e raccolto lungo la balconata da dove assiste ai primi episodi che si svolgono nel primo cortile: il passaggio di alcuni seminaristi gesuiti, quindi l’arrivo degli Austriaci rappresentato da un portabandiera, da giovani del popolo e da una donna che rappresenta la Ninetta del Verziere, prostituta contesa da quattro uomini. C’è da precisare che per la maggior parte dei dialoghi, come quelli del cantastorie, che si svolgono fino alle scene della prima metà del Settecento è usato il dialetto milanese che era parlato in quei secoli, quindi è richiesta una discreta conoscenza da parte del pubblico di tale vernacolo d’epoca.

Dopo la “vista dall’alto” il pubblico viene invitato a discendere dalla gradidata e “condotto” nel primo cortile e poi nel secondo. In ciascuno di questi cortili si assiste prima a un monologo di una donna urlante e impaurita che racconta della Bestia di Cusago e subito dopo all’arrivo di un portabandiere francese che fa intendere l’occupazione dell’Italia da parte del suo popolo: non a caso i due episodi sono stati posti vicini, quasi che la Bestia possa essere considerata il simbolo di un’ennesima occupazione straniera.

Si prosegue così nella storia dove il pubblico viene fatto avanzare dal primo al secondo cortile e si assiste a monologhi e dialoghi di personaggi storici: Pietro Verri, Foscolo, Giuseppina Beauharnais, moglie amata e poi ripudiata perché non fertile, da Napoleone, nonostante il grande amore che l’Imperatore nutrisse per lei. È stato questo uno dei momenti più commoventi dello spettacolo, nonostante la Beauharnais non fosse un esempio di fedeltà e nemmeno così innamorata del marito come faceva credere. 

La storia continua con il ritorno dell’occupazione degli austriaci dopo l’andata in esilio di Napoleone e si assiste all’arrivo di altri personaggi che hanno da rivivere i momenti cruciali della loro vita. Si va da Stendhal, innamorato di Matilde Visconti, a Metternich e Radeztchi e altri ancora. Quanto è raccontato non può essere considerato come uno spoiler dello spettacolo perché sono stati citati solo frammenti di 250 anni di storia, abbondantemente conosciuti.

La forza dello spettacolo itinerante è stata duplice: la possibilità di poter visitare parte di un palazzo che è chiuso al pubblico e, essendo sede di archivio, contiene anche tutti i segreti di Milano e preposto, per legge, alla conservazione non solo dei documenti provenienti dagli uffici degli enti statali, ma anche dei soggetti dei produttori privati (da qui il nome dell’iniziativa “Passaggi segreti”): anche se non si vanno a visitare fattivamente le numerose carte dell’archivio, fa effetto sul pubblico l’idea di poter entrare in un luogo quasi proibito alla popolazione milanese.

Altri due motivi per apprezzare lo spettacolo è la bellezza dele musiche che si possono godere durante alcune scene e nei passagggi da una scena all’altra, spesso cantate dal cantastorie, che si aiuta con la chitarra, e soprattutto dall’ottima scrittura e regia di Roberto Marafante, che è stato aiutato alla grande dagli ottimi attori.

Il pubblico ha molto gradito e, in attesa del prossimo “passaggio segreto” previsto per Settembre, è consigliabile prenotare subito per poter assistere a una sua replica, l’ultima delle quali è prevista per il 14 luglio.

L’appuntamento del pubblico che dovrà assistere allo spettacolo è davanti al  Palazzo del Senato, via Senato 10 (5 minuti dalla Fermata Metro Palestro)

La prenotazione è obbligatoria. Biglietti acquistabili esclusivamente in prevendita presso il Teatro Martinitt o al sito www.teatromartinitt.it.

Prezzi: Costo 25 euro intero, 20 euro ridotto (abbonati 2019/2020, over 65 e gruppi di 15 o più persone). Durata 1 ora e un quarto circa. Consigliate scarpe comode.

In caso di pioggia è previsto il rimborso del biglietto o lo spostamento data è a scelta dello spettatore.

Informazioni: Teatro Martinitt, tel. 02.36.58.00.10 e http://www.teatromartinitt.it.

Carlo Tomeo – ogni diritto è riservato

 

Categorie RECENSIONi

Un pensiero riguardo “Milano svelata – recensione

  1. Doris Castro 2 luglio 2019 — 4:55

    Complimenti, sig. Tomeo, per la eccellente recensione ‘Milano Svelata’, dove è raccontata la storia di Milano, dal 1600 al 1848, nel primo evento ‘Passaggi segreti’.

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