Ore d’amore – recensione

Teatro Filodrammatici di Milano
28 maggio – 2 giugno 2019
Ore d’amore 
drammaturgia 
Armando Lisma 
regia e interpretazione di 
Nicola Stravalaci e Debora Zuin
aiuto regia 
Silvia Soncini
scene,  audio e luci 
Fabio Bozzetta 
suono
 Alberto Irrera 
video 
Andrea Bianchi
produzione 
Animanera
Si ringrazia 
Andrea Bulgarelli per l’apporto al contrabbasso 

Non sempre a teatro si assiste a una storia con una trama precisa che abbia un inizio, uno svolgimento e una fine. A volte si va a vedere un monologo dove si racconta qualcosa (spesso un po’ di se stessi). “Ore d’amore” non è una storia nel senso classico del termine ma un dialogo tra una coppia dall’apparenza stabile ma che sta vivendo in realtà la solita crisi dei sette o, più o meno, anni. Solo che fa finta di niente e vive il quotidiano, con la sua prole e i i suoi ruoli ormai standardizzati e che essa stessa a suo tempo si è assegnata. E proprio quando i figli sono via di casa per tutta la notte, potrebbe organizzarsi un “cocktail love” per circa otto ore come non avveniva da tempo. Ma così non è. Sembra più importante che “quelle ore preziose” possano essere impiegate altrimenti, per esempio per esaminare (leggi anche psicanalizzare) la loro vita di coppia e, perché no?, rivelarsi qualche segreto, anche quel poco o tanto (!!!) di polvere che potrebbero entrambi, o uno/a solo/a aver nascosto sotto il tappeto. Fare il punto della situazione della loro storia sentimentale, insomma.

È la donna la persona che si rivela più impegnata a dedicarsi a quest’argomento, evidentemente la meno soddisfatta della relazione per come stanno procedendo le cose. Per esempio perché il rapporto sessuale (in genere si parte sempre da lì) è meno soddisfacente di una volta? La donna non vede nella stanchezza fisica giornaliera, contrabbandata dall’uomo, la causa di ciò, ci deve essere qualcos’altro, magari il marito ha un’amante. Di fronte alla negazione di questi, si cercano i motivi per giustificare qualche calo di interessi e così si passa a rimpiangere il passato, si teme per il futuro che il presente dovrà finalmente prevedere e, perché no?, costruire.

Il bello della pièce sta che non tutti e due sono d’accordo per dedicare quelle ore a raccontarsi (o, meglio, rivelare cose che potrebbero essere spiacevoli). Il marito vorrebbe per esempio dormire, ma la moglie è una persona dalla mente eccessivamente fertile dal punto di vista analitico e così, a ogni pensiero che le viene in mente, accende la luce con un battito di mani, sveglia il marito e lo mette di fronte a qualche problema che non è stato mai chiarito. Si arriverà anche a dirsi cinicamente le cose spiacevoli che l’una/o pensa dell’altra/o (e in questo la donna si mostra maestra , fino al punto di essere arrivata a scriversi su un foglio tutto quello che non le piace del marito): ma quando, pur amante della sincerità costi quel che costi, le  viene detta dall’antagonista quello che a lui non piace di lei, sembra perdere tutta quell’onestà contrabbandata e allora succede qualcosa che forse il nascondere qualche piccolo pensiero o desiderio che potrebbero risultare non piacevoli all’altro/a sarebbe meglio per la conduzione pacifica del rapporto, senza contare che un sorpresa fatta all’improvviso per vie traverse, potrebbe addirittura rinfocolare e dare a quel rapporto un trend più appagante.

La discussione procede tra alti a bassi, tra accuse e richieste di perdono, in un dialogo serrato che che si rivela divertente per lo spettatore tanto che il letto matrimoniale, che prende tutta la scena, sembra trasformarsi in una specie di ring, dove i combattenti arrivano a dirsene di santa ragione. Tutto questo, contribuisce a far divertire il pubblico per le battute che si rivelano molto umoristiche. Forse la donna ha ragione nelle sue pretese di “lavare i panni sporchi”? O è l’uomo che non lo ritiene opportuno (dato che non riconosce che i panni siano così sporchi?) Per farsi un’idea non rimane che recarsi a vedere la piacevole commedia che, dato l’argomento, può riguardare tutte le coppie (e anche i singoli) di oggi.

Bravissimi i due attori, Nicola Stravalaci, nel ruolo più simpatico, e Debora Zuin, che se sostiene il ruolo meno simpatico.

Sala piena e grande gradimento da parte del pubblico con numerose chiamate sul proscenio.

ORARI DI RAPPRESENTAZIONE: martedì, giovedì e sabato ore 21.00 | mercoledì, venerdì e domenica ore 19.30

BIGLIETTI: Intero: 22.00 euro | ridotto convenzionati: 18.00 euro | ridotto under 30: 16 euro | ridotto over 65 e under 18: 11 euro | online con prezzo dinamico: da 11 euro

www.teatrofilodrammatici.eu – tel. 02 36727550

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

Categorie RECENSIONi

Un pensiero riguardo “Ore d’amore – recensione

  1. Bellissima recensione della pièce “Ore d’amore”. Complimenti, sig. Carlo Tomeo.

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