(s)Pie in missione – recensione

Teatro Martinitt di Milano
dal 16 maggio al 2 giugno
(s)Pie in missione
di Lorenzo Riopi e Tobia Rossi
con Ussi Alzati, Pola Giacometti, Monica Faggiani, Alessandra Ierse, Arturo Tullio.
regia Paila Galassi
produzione La Bilancia, in collaborazione con Associazione Culturale Teatrouvaille 

(s)Pie in missione”: suore alla riscossa

contro il male, tra salmi e calze a rete.

Il titolo dell’ultima commedia in scena per questa stagione al Teatro Martinitt è quanto mai esplicativo: (s)Pie in missione, dove la “s” minuscola indica che il ruolo delle spie di cui tratta la commedia è in realtà svolto non da professioniste ma da Pie donne in abati da suora. La vicenda si svolge a Phuket (in Thailandia) nella piccola missione di Suor Maria (l’attrice Paola Giacometti) che è lì a combattere la prostituzione delle bambine e altri mali locali. La missione è piccola, riceve aiuti dall’Italia, ma sono povera cosa rispetto ai bisogni della popolazione. La suora è aiutata dall’ingegner Peretti (l’attore Arturo Di Tullio), che, verso la fine dello spettacolo riserverà delle sorprese in un colpo di scena inaspettato, e cerca di fare quel che può con i pochi mezzi che ha a disposizione. Fortunatamente arrivano dall’Italia altre tre suore che dovranno dare “una mano” a Suor Maria nel cercare una bambina scomparsa, Chivi, una giovane del luogo, che è nascosta in un locale equivoco : il “Devil’s House” (e già dal nome il locale rivela la sua reale funzione che non è solo quella di un semplice luogo di intrattenimento ma nasconde un bordello vero e proprio dove vengono addestrate e sfruttate le minorenni). I tre nuovi arrivi sono rappresentate da Suor Ida ( l’attrice Ussi Ulzati), da Suor Piera (l’attrice Alessandra Ierse) e dalla suora madre superiora Luisa (l’attrice Monica Faggiani).

Nel primo atto della commedia arrivano le suore dall’Italia e ciascuna delle tre ha il suo carattere ben definito e che è motivo di dialoghi divertenti che fanno presa sul pubblico. C’è la suora più vicina al suo mandato tradizionale della vecchia chiesa e quella che invece si è aggiornata usando non solo il pensiero più attuale ma anche la tecnica odierna (v. cellulare e altri oggetti più moderni, sicura che la chiesa, per non perdere i propri fedeli, deve stare al passo con i tempi di oggi). Chi, visti alcuni dei molteplici ruoli cui ci ha abituati, a fare la parte della Madre Superiora poteva essere solo Monica Faggiani che si mostra rigida con le sorelle e anche poco desiderosa di lavorare: altro fiorire di battute che porta il pubblico alla risata.

Il secondo atto diventa più movimentato peché le suore dovranno smettere di essere “Pie” ma dovranno attaccarsi la “s” che le farà diventare “spie” per poter entrare nel “Devil’s House” in abiti succinti ai quali non sono abituate, ma che devono comunque indossare per non destare sospetti. E a questo punto è necessario che non vada oltre la spoilerizzazione perché il pubblico possa godersi il seguito della vicenda che ora presenta “i piatti forti” (e uno di questi è rappresentato da una bravissima Monica Faggiani, in una veste nuova insospettabile!).

La commedia, pur raccontando una storia provvista di una drammaturgia che porta divertimento nel pubblico, è in realtà più impegnata di quanto possa apparire in un primo momento perché dà un esempio che possa servire a combattere lo sfruttamento della prostituzione e, in generale, la tratta degli esseri umani. Argomento purtroppo tristemente attuale che al giorno d’oggi, che dovrebbe rappresentare un ‘epoca più umana e superante certe storture, si rivela in realtà ancora più cruenta. Perciò ben vengano testi teatrali chiamati di evasione, solitamente programmati in teatri dedicati a opere più esilaranti che, pur divertendo il pubblico, traggono anche il modo di riflettere sui mali della società. E di questo bisogna dare merito al Teatro Martinitt che sta facendo negli ultimi anni lodevoli salti di qualità in tal senso.E so che ne sta preparando di ancora più importanti.

Serata della prima, quella di ieri sera, affollata in ogni ordine di posti. Attori bravissimi, ciascuno nella propria parte, con un particolare plauso a Monica Faggiani, irresistibile!

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

Info e prenotazioni:

TEATRO/CINEMA MARTINITT Via Pitteri 58, Milano – Tel. 02 36.58.00.10 – Parcheggio gratuito.

Orario spettacoli giovedì-sabato ore 21, domenica ore 18. Il sabato anche alle 17.30.

Biglietteria: lunedì 17.30-20, martedì-sabato 10-20, domenica 14-20. Ingresso: 24 euro spettacoli Fuoriclasse, 26 euro spettacoli Campioni. Abbonamenti a partire da 62 euro.

Il Martinitt

Un teatro entusiasta, dai grandi numeri (oltre 40.000 spettatori lo scorso anno e oltre 2200 abbonamenti in 9 stagioni), che crede davvero nei talenti –consolidati o emergenti- della moderna drammaturgia di casa nostra. Riflettori sempre puntati però anche sulla danza. Al quartiere, infine, il Martinitt ha regalato anche il cinema che mancava.

Categorie RECENSIONi

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