La guerra – recensione

Teatro Fontana di Milano
dal 30 aprile al 5 maggio 2019
La guerra
di Carlo Goldoni
con gli attori della Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunato, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos e con Giulio Cancelli, Adriano Giraldi, Stefano Pettenella (attori ospiti) e con la partecipazione di Mauro Malinverno
regia Franco Però
fisarmonicista Mitja Tull
scene e costumi Andrea Viotti
luci Macorich – foto Simone De Luca 
Produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

La Guerra”, messa in scena per la prima volta dalla Compagnia del Teatro Stabile del Friuli VeneziaGiulia, viene portata in scena in questo fine stagione dal Teatro Fontana Milano con parte degli attori della Compagnia stessa e attori ospiti e con la stessa regia di Franco Però. Tema insolito in Goldoni e precedente la comica “I Rusteghi”, rappresenta un momento importante dell’autore veneziano che si preoccupava di aggiornare il genere teatrale, affrancandolo finalmente dalle varie forme esistente nel periodo, di cui la Commedia dell’Arte rappresentava la parte più cospicua.

La guerra, tema dello spettacolo, viene vista come una necessità che porta denaro ed è ben vista da uno dei personaggi centrali della commedia, il Commissario Polidoro (interpretato dall’attore ospite Mauro Malinverno) che vede crescere il suo capitale con tutto quello da cui si possa trarre guadagno ben ne dà una spiegazione sulla sua utilità: le ricchezze del nemico sconfitto, la vendita delle armi, le ruberie che si attuano durante gli assedi delle città. E, inoltre, se non ci fossero più le guerre, i medici, gli avvocati e altri “professionisti“ che dovranno curare i feriti, rimettere ordine tra i beni confiscati e ricostruire la case distrutte avrebbero tutti meno lavoro e meno guadagno. La guerra, una volta raggiunta la pace, o, meglio, quando le parti belligeranti raggiungeranno un accordo per mettere fine al conflitto, farà crescere l’economia e diminuirà una fetta di umanità esistente sulla terra, fin troppo sovrappopolata. La guerra, quindi, ha sempre avuto una “funzione igienica” in tutti i secoli e in tutti le parti del mondo. Se non ci fosse, nascerebbero più nemici tra i viventi che dovrebbero dividersi una fetta sempre meno cospicua di beni.

L’unica scena dello spettacolo è costituita da un luogo che rappresenta vari punti degli spazi: ora un accampamento militare (dove si muovono vari personaggi, tra cui un suonatore di organetto, simbolico triste “leit motiv” sui vari avvenimenti che si immaginano svolti all’esterno e che si accompagnano agli echi degli spari), ora la casa di Polidoro o quella dell’assediato, la cui figlia Donna Florida è innamorata, riamata, dall’assediante alfiere Faustino (l’attore Filippo Borghi), combattuto tra l’amore e il senso del dovere militare.

Il conflitto raccontato da Goldoni è il momento in cui la guerra si svolge nel primo atto e che a un certo punto sembra essere finita e si trasforma, nel secondo atto, in un assedio alla fortezza di Don Sigismondo (l’attore Mario Maranzana) contro il suo nemico-amico Don Egidio (l’attore Francesco Migliaccio). Non si conoscono le cause del conflitto, se non che venga ben fomentato dal Commissario Polidoro e dalla sua complice Orsolina (l’attrice Maria Grazia Plos) che aspira alla sua mano, una volta terminata la guerra).

Finalmente anche l’assedio giunge al termine e le parti in guerra fanno la pace.

Nonostante il tema non sia tra i più allegri, Goldoni lo conduce alla sua maniera e non mancano i momenti di ironia e di ilarità, tipici nelle sue commedie comiche.

Il regista Franco Però fa notare come il tema sia riconducibile al nostro vivere quotidiano e non a caso ha scelto tale commedia dove, volgendo lo sguardo all’indietro, mette in luce i punti più salienti che avvicinano il passato al nostro presente. E portavoce principale sono i discorsi del personaggio del Commissario Polidoro.

Cast eccellente e pubblico entusiasta.

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

Categorie RECENSIONi

Un pensiero riguardo “La guerra – recensione

  1. Doris Castro 2 maggio 2019 — 4:37

    Bellissima recensione. Complimenti, sig. Carlo Tomeo.

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