Senza glutine – Recensione

Teatro Filodrammatici di Milano
19-24 marzo 2019
Senza glutine 

di Giuseppe Tantillo
con Valentina Carlo, Vincenzo De Michele, Orsetta De Rossi, Giuseppe Tantillo
regia Giuseppe Tantillo, Daniele Muratore 
scene Francesco Ghiso 
costumi Alessandro Lai
disegno luci Daria Grispino 
produzione Argot Produzione

Prima milanese 

In scena i mobili che simulano vari ambienti, un tavolo con delle sedie, un divano, un letto: i luoghi dove avvengono le varie azioni in tempi e con personaggi diversi: due coppie, una di età intorno ai trent’anni, Francesco e Lisa (gli attori Vincenzo Tantillo e Valentina Carli), l’altra, più anziana, formata da Felicia e Paolo (gli attori Orsetta De Rossi e Vincenzo De Michele). Fin dall’inizio della commedia si assiste alla discussione animata della coppia giovane, specialmente dovuta alle parole stizzose  di Lisa che mal sopporta il problema fisico del marito che è ciliaco. L’uomo esordisce nella commedia rivolgendosi al pubblico e sostenendo la tesi che i batteri intestinali influiscono sulle nostre feci, rendendo la persona di umore variabile e anche le sue azioni conseguentemente ne risentono. I batteri intestinali sono destinati a modificarsi nel tempo, a seconda di quello che si assorbe con gli alimenti e conseguentemente si modifica anche il carattere della persona, per cui una coppia, per andare d’accordo nel tempo, dovrebbe mangiare gli stessi cibi. Cosa che non avviene a causa della celiachia di Francesco che è costretto a una dieta speciale. Questo dover recarsi spesso in bagno da parte dell’uomo nei momenti più disparati, fa sì che irriti Lisa, affamata di sesso e desiderosa di vivere una vita diversa (si saprà alla fine che, quando si erano conosciuti, alla domanda di Francesco di quale lavoro avrebbe voluto occuparsi la donna si sentì rispondere che ella avrebbe voluto fare la mamma).

L’altra coppia entra nella vita della prima in amicizia e in realtà hanno molte cose in comune: sono annoiati della loro convivenza, ormai l’amore fisico sembra finito e fatalmente Francesco diventa l’amante di Felicia, mentre Lisa lo sarà di Paolo. Quando due persone non hanno più motivo di stare insieme perché sembra che non abbiano più nulla da dirsi e pare loro che anche l’amore, almeno quello di natura sessuale, non avviene quasi più, a ognuno di loro sorge il desiderio di rifarsi una vita con altra persona per trovare la vera “’anima gemella”.

In realtà, quando ci si conosce, si avverte subito, a livello inconscio, che la persona che entra nella nostra vita non sia esente da difetti, o presunti tali, che poi, durante la convivenza si faranno sentire e genereranno in maniera sempre meno latenti le incomprensioni che porteranno al disfacimento del legame, ma l’iniziale attrazione fisica e/o intellettuale avvenute durante i primi incontri prevale su ogni subbio che l’unione non potrebbe essere ideale.

Ma poi ciascuna coppia fa storia a sé: il più debole teme che non riuscirà a ricostruirsi con un’altra persona una vita migliore, mentre il più forte decide che almeno vale la pena di provarci. Questo dipende anche da quanto si stia male del rapporto attuale. E quello che faranno i protagonisti della nostra storia? E quale dele due coppie? Tutte e due o una sola? E le scelte fatte saranno definitive?

Nel frattempo gli spettatori assistono a dialoghi ironici e a parole addirittura sboccate, che tuttavia sono ormai state assorbite dalla società odierna e provocano le risate nel pubblico. Nelle conversazioni più critiche viene citata da Francesco la parola “aporia”, letteralmente “difficoltà insolubile in cui si imbatte il ragionamento”. E tale parola è così significativa in Francesco che la sentiremo pronunciare dalla sua bambina più grande in un momento topico della pièce.

Commedia piacevole, ben recitata, dove tutti gli attori entrano bene nei personaggi che interpretano da renderli perfettamente credibili, specchio della società di oggi, grazie all’ottima regia di Alberto Tantillo. Tra i quattro attori, tuttavia, non è possibile evitare di citare l’eleganza della voce e del portamento di Orsetta De Rossi, che conferisce quel quid in più al suo personaggio.

Pubblico attento e divertito nella terza replica e molto plaudente nel finale.

PER INFO E BIGLIETTERIA

Teatro Filodrammatici di Milano –  via Filodrammatici,1-20121 Milano

martedì,giovedì e sabato 21.00 / mercoledì e venerdì 19.30 / domenica16.00

durata: 80′ (senza intervallo)

info e prenotazioni: tel. 02/36727550 

biglietteria@teatrofilodrammatici.eu – www.teatrofilodrammatici.eu

PREZZI: intero: 22 € – ridotto under30: 16 € – ridotto over65 e under18: 11 €

biglietti acquistabili online su viva vivaticket.it 

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

Categorie RECENSIONi

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