Due vecchiette vanno al nord – Recensione

Teatro Gerolamo di Milano
16-17 marzo 2019
“Due vecchiette vanno al nord” di Pierre Notte 
interpretato e diretto da Angela Malfitano e Fracesca Mazza
suono Alessandro Saviozzi
scenotecnica e luci Paolo Falasca 
interventi video Lorenzo Letizia 
basi musicali Guido Sono 
un ringraziamento a Fabrizio Arcuri e a Maurizio Cardillo 
produzione Associazione Culturale “Tra un atto e l’altro” 

Che peccato quando un testo teatrale di valore vada in scena soltanto per due giorni. Succede con questa bellissima piéce teatrale dello scrittore francese Pierre Notte tradotto nella nostra lingua da Anna D’Elia che ha saputo scegliere con acutezza e intelligenza i termini più giusti che due grandi attrici hanno valorizzato con grande spirito e verve.

La storia è molto semplice: a due sorelle un po’ in età è morta la madre mentre loro due erano a teatro a vedere una commedia di Harold Pinter che, in particolare a una delle due, non piaceva e desiderava uscire anche perché avvertiva un gran bisogno di fumare. Tornate a casa scopriranno il decesso della loro cara mamma e decidono di esaudire la volontà che la donna aveva manifestato in vita: il suo corpo, dopo la morte, sarebbe dovuto essere incenerito. Le due sorelle adempiono al dovere però desiderano che quelle ceneri vengano sepolte accanto al corpo del padre, morto tempo addietro e seppelito al nord del paese. Cominciano quindi il viaggio per compiere l’atto.

Lo svolgimento di tale viaggio è lungo ma non per questo le due donne si perdono d’animo e, come spesso accade dopo una cerimonia funebre, i sopravissuti ricordano i tempi,belli e brutti del defunto e si piange e si ride nello stesso tempo, a seconda del tenore del ricordo rievocato.

Pierre Notte ha annullato, con questo suo ottimo scritto, il tabù della morte, e fa apparire le due donne come delle giovinette un po’ ingenue e un po’ dotate di sano senso pratico. Tra loro è un continuo battibeccarsi a vicenda tanto che la piéce, che tratta un argomento come la morte e pertanto porterebbe a pensare a un’opera triste, diventa invece molto divertente grazie agli atteggiamenti e ai dialoghi a volte surreali e spesso grotteschi delle due sorelle.

In questo modo la piéce dimostra che il tempo che resta da vivere, se affrontato con ironia e un pizzico di follia, come avviene nella recitazione delle due attrici, può avere ancora un senso che allontana ogni fragilità e paura.

Angela Amalfitano e Francesca Mazza sono talmente brave che non hanno avuto bisogno di un regista, ma si sono dirette da sole. E molto bene anche. 

Il pubblico ha applaudito lungamente le due attrici che speriamo di rivedere quanto prima e magari proprio in questo spettacolo che ha molto da insegnare.

Carlo Tomeo: ogni diritto è riservato

Categorie RECENSIONi

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