Le allegre comari di Windsor – Recensione

Teatro Carcano di Milano
dal 21 febbraio al 3 marzo 2019
Le allegre comari di Windsor
di William Shakespeare secondo Serena Sinigaglia 
adattamento di Edoardo Erba
con Mila Boeri, Annagaia Marchioro, Chiara Stoppa, Virginia Zini, Giulia Bertasi
Regia Serena Sinigaglia
assistente alla regia Giada Ulivi                                                                                                       scene Federica Pellati 
costumi Katarina Vukcevic
luci Giuliano Almerighi
consulente musicale Federica Falasconi
coproduzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini/Atir Teatro Ringhiera 

Prima milanese 

È arrivata finalmente a Milano, dopo quasi due anni, la commedia “Le allegre comari di Windsor ” che Edoardo Erba adattò nel 2017 e che Serena Sinigaglia diresse nell’ambito di un progetto di Gabriele Russo che prevedeva la proposta della messa in scena in nuove scritture contemporanee di sei opere di Shakespeare. Il progetto fu coprodotto dal Teatro Bellini di Napoli e Napoli Teatro Festival.

Si sa che che la storia delle allegre comari ha per protagoniste, le nobildonne Page e Ford (rispettivamente le attrici Annachiara Marchioro e Virginia Zini) e ruota intorno al personaggio di Sir Falstaf, a corto di danaro, ma sempre amante del buon vino e delle belle donne, nonostante la sua stazza non lo renda un personaggio piacevole a vedersi. La scelta di Serena Sinigaglia è stata quella di ridurre il numero dei personaggi, eliminando i 19 personaggi previsti (più la banda degli elfi) e soprattutto quelli maschili (l’unico personaggio in abiti maschili è recitato da una donna e compare in scena suonando la fisarmonica e interpretando la parte di Fanton (l’attrice Giulia Bertasi) innamorato, riamato, dalla figlia di Mistress Page, Anne (l’attrice Anna Boeri).

La storia è conosciuta e la regista si è preoccupata di rappresentarla con ritmo veloce, tagliando scene inutili, e facendo recitare le attrici in atteggiamenti e con dialoghi ovviamente moderni. Le due donne non si risparmiano di dirsi quello che di poco piacevole pensano l’una delle altre, mantenendo però il sorriso sulle labbra e usando metafore neanche tanto imperscrutabili. Tuttavia la commedia prevede il personaggio di Falstaf e la regista ricorre in questo caso a fare interpretare il suo ruolo dalla cameriera Quickly (l’attrice Chiara Stoppa) vestendola con abiti che le aumentano la stazza per poterla rendere più simile fisicamente all’uomo

Le donne possono così mostrare il piano che hanno in mente e che è quello che avviene nella vera commedia, anche se non tutto nella sua interezza. V’è però la scena di quando Quickly /Falstaf viene nascosta con panni sporchi in un vasca e inondata d’acqua che simula il momento in cui viene buttata nel Tamigi.

Serena Sinigaglia non ha risparmiato di coinvolgere il pubblico facendo pronunciare ad alta voce e alternativamente al pubblico maschile una parola diversa da quella gridata dal pubblico femminile. Né ha rinunciato con frasi allusive e movimenti allegorici dei corpi a una forma di sensualità che dava quel pizzico in più di attualità alla messa in scena oltre che rendere il tutto più divertente.

Molta curata è stata la parte musicale che, accanto a ballate originali, è stata sfruttata con coerenza la musica del ” Falstaf” di Verdi, fin dall’inizio dell’entrata in sala da parte del pubblico.

La commedia non termina come l’originale. Si è già scritto che Falstaf in questa versione non è presente, mentre lo è nella versione integrale, così come è presente nella parte prima e in quella seconda dell'”Enrico IV”. Viene evocato ancora da Shakespeare nella terza scena dell’atto secondo dell’Enrico V, a opera di Mistress Quickly: nella regia di Serena Sinigaglia la commedia termina proprio con le parole che sul proscenio la stessa Mistress Quickly lo descrive, osservando dalla finestra il suo funerale. E sembra dare voce a una parola di riscatto per quello che nella vita si compie di allegro, di scherzoso, di sensuale  e che è mal visto dai malpensanti ipocriti.

Attrici bravissime ben guidate da una Serena Sinigaglia che non perde un colpo. Annagaia Marchiorio nei panni di Mistress Page rende prestigiosamente la sua parte, mentre legge la lettera ricevuta da Falstaff o colloquia ipocritamente con Mistress Ford, un’altrettanto eccellente Virginia Zini nel ruolo della finta tonta. Una menzione particolare va alle brillante caratterizzazione di Chiara Stoppa nella parte di Quickly  che è stata forse la più divertente di tutte.

Teatro completamente sold out. Pubblico entusiasta e tantissime chiamate in scena con grandi festeggiamenti a Serena Sinigaglia.

Spettacolo da rivedere! 

TEATRO CARCANO – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano

info@teatrocarcano.com | www.teatrocarcano.com

ORARI: martedì e venerdì ore 19,30 | mercoledì, giovedì e sabato ore 20,30 | domenica ore 16,00

DURATA: 1 ora e 20 minuti. Lo spettacolo non ha intervallo

PREZZI: poltronissima € 34,00 |balconata € 25,00 |over 65 € 22,00/18,00/17,00/14,50 | under 26 € 15,00/13,50 – È valido “Invito a Teatro” (tagliando ATIR Teatro Ringhiera)

PRENOTAZIONI: 02 55181377 | 02 55181362

PREVENDITE ONLINE: www.ticketone.it | www.happyticket.it | www.vivaticket.it

Carlo Tomeo:  riservato ogni diritto.

Categorie RECENSIONi

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