Disastri – comunicato stampa

Teatro della Contraddizione di Milano
21 – 24 febbraio 2019
Disastri 
tratto da Daniil Charms 
di Riccardo Goretti   e Alessandra Aricò
con Stefano Cenci, Angelo Gentileschi, Riccardo Goretti, Elisa Lolli 
la voce di Daniil Charms è di Antonio Rezza
regia di Alessandra Aricò 
prod. Arti Vive Festival in collaborazione con Teatro Metastasio – Stabile della Toscana 

Disastri” è uno spettacolo a quadri, anti narrativo, frenetico, inconcludente, zeppo di cadute di stile. Il tentativo è quello di mettere in scena le situazioni immaginate dallo scrittore russo solo e soltanto per quello che sono: senza interpolazioni intellettuali, riflessioni sul momento storico (suo o nostro), interpretazioni egoiche e poco rispettose. Solo l’immaginario di Charms. Solo i verbi di Charms. Solo lo sberleffo al reale, la ribellione al normale, la potenza della cazzata di Charms.”

A occuparsi di questa impresa, persone che da tempo riconoscono il potere sovversivo della risata inaspettata, quella che sbuca da dentro dentro e esce fuori fuori anche se inopportuna. Persone che non capiscono l’umorismo, veramente, e che se gli chiedi cosa c’è da ridere in quello che fa ridere loro, mica te lo sanno spiegare. Persone che hanno conosciuto e stimato Charms in vari momenti della loro vita e vi si sono affezionate per sempre.

Dal quadernino azzurro al palco il passo è lungo. Molto lungo. Ma è arrivata l’ora di farlo. Basta con i “liberamente tratto da”, “ispirato a”, “basato su”: quello che noi vogliamo fare è “Disastri”. Di Daniil Charms. Si. Noi vogliamo fare “Disastri”.

Si dirà che Daniil Charms appartiene eccome alla storia, che lo fagocitò a soli 36 anni, morto di stalinismo, di guerra e di fame nel manicomio in cui era stato rinchiuso, dopo un primo arresto intimidatorio qualche anno prima e una progressiva persecuzione fino al totale blocco delle pubblicazioni. Tutto ciò è molto vero, tuttavia Charms non scriveva direttamente per questo e di questo. Scriveva quello che gli sembrava indispensabile; era il regime a considerarlo sovversivo. Così come sul piano letterario la sua primaria appartenenza al modernismo di filiazione futurista non ne fa un esponente rappresentativo delle avanguardie storiche, almeno finché si continuerà a suddividerle diligentemente in scuole correnti e controcorrenti. È un po’ come se in astronomia si continuasse a studiare le stelle solo come elementi delle costellazioni. Nel secolo scorso, soprattutto durante il primo quarantennio, spesso erano gli stessi artisti a volersi identificare e raggruppare nei manifesti e negli “ismi”, salvo poi verificarne nei fatti e di persona i limiti, in termini di libertà e creatività. D’altronde, per i non allineati la vita era dura, quando non impossibile. Nel secolo scorso. A settant’anni esatti dalla morte di Daniil Charms (prendendo per buono il nom de plume più usato da Daniil Ivanovic Juvacev), è sacrosanto che approdi sui palcoscenici italiani un tributo al suo genio, alla sua arte, alla sua parola.

Prezzi: ore 20,45 – Ingresso: Intero €15 / Ridotto €12 – Prenotazione consigliata

Sabato 23 e Domenica 24 Febbraio “Trailer di Disastri” dalle 13 alle 18:
DISASTRI IN CONTRADDIZIONE: Laboratorio creativo e studio sulla follia applicata al metodo di Stefano Cenci e Riccardo Goretti

Partendo dal testo sacro (per loro) “Disastri” di Daniil Charms, Goretti e Cenci portano al TdC un laboratorio composito sulla costruzione (e successiva distruzione) di un testo e sulla messinscena. Il lavoro drammaturgico, che sarà più appannaggio di Goretti (non per niente autore de “Le Novelline Dadaiste”, già arrivato alla terza ristampa), prevede l’analisi di alcuni passaggi del libro, per trarre fuori dalla patina di nonsense la disperazione, la malinconia, la profonda sapienza dello scrittore russo. Dopodiché si passerà alla stesura del nostro “disastro”, tentando di comunicare il disagio attraverso la cazzata. Il lavoro fisico, che sarà più appannaggio di Cenci (non per niente regista di coreografie in “Del bene, del male”, spettacolo in cui dirigeva ogni volta 50 attori diversi), prevede invece la costruzione di una specifica maschera corporea, che parta dall’esclusione del cervello e del pensiero, e porti il fisico dell’attore a scoprire non tanto di non avere limiti, ma quale sia il modo migliore di aggirarli, i limiti, o di mandarli direttamente a fanculo. Mettendo insieme i due ingredienti così ottenuti – un testo terrificante, tetro e difficilmente comprensibile e un corpo slogato, inguardabile, e probabilmente già escoriato – si dovrebbero ottenere, pare quasi superfluo specificarlo, svariati capolavori.

Per informazioni e iscrizioni: Teatro della Contraddizione – 025462155 –                     prenotazioni@teatrodellacontraddizione.it

 

Categorie Comunicati Stampa

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