Il Padre – Recensione

commedia di Florian Zeller 

con Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere   

e con Paolo Giovannucci  Daniela Scarlatti  Ilaria Genatiempo Riccardo Floris traduzione, adattamento e regia di Piero Maccaruinelli 

scene Gianluca Amodio 
disegno luci Umile Vainieri
costumi Alessandro Lai 
musiche Antonio Di Pofi  
foto di Fabio Lovino 
produzione Goldenart Production 

Ha dovuto aspettare il 2016 il regista Piero Maccarinelli per ottenere di mettere in scena la commedia “Il Padre”, di Florian Zeller, che debuttò con grande successo in Francia nel 2012, vincendo il premio come miglior spettacolo dell’anno nel 2014.

Mentre veniva ripresa l’anno dopo alla Comèdie des Champs-ElyséesFrançaise, fu adattata anche per lo schermo con il titolo “Florida” ed è accaduto dopo il debutto teatrale a Broadway che finalmente è stato riconosciuto il valore che la commmmedia merita.

Florian Zeller, autore che non raggiunge i quaranta anni ha già all’attivo 5 racconti e 12 lavori teatrali, si dimostra, pur così giovane, grande conoscitore dell’animo umano. “Il Padre” costituisce la parte di una trilogia: la “Mère” scritta nel 2010 e “le Fils” scritta nel 2018.

Nella conferenza stampa di presentazione, Piero Maccarinelli ha ammesso di essersi subito “innamorato” dell’opera quando la vide in Francia, ne fece la traduzione e un adattamento per il teatro italiano ma ha faticato non poco a trovare il produttore che si assumesse l’onere di rappresentare in Italia un’opera teatrale che, per il tema giudicato scottante e sicuramente non allegro al punto tale da richiamare tanti spettatori, fino a coprire le spese di allestimento.

Maccarinelli non si è mai perso d’animo e ha continuato la sua opera di ricerca di un produttore che credesse nella commedia. E alla fine ci è riuscito e ha avuto piena ragione, basti pensare che alla quinta replica, alla quale ho assistito, la sala del teatro era strapiena di spettatori, segno che l’argomento interessa molto, soprattutto se rappresentato in maniera vincente.

La storia di Andrea (l’attore Alessandro Haber). che comincia ad accusare i primi sintomi di una demenza senile e il dolore provato dalla figlia Anna (l’attrice Lucrezia Lante della Rovere) che vede suo padre incanalarsi, giorno dopo giorno, verso una malattia che ha un nome, purtroppo, sempre più conosciuto nella società di oggi, il morbo di Alzheimer, tiene inchiodato lo spettatore alla poltrona proprio perché non sono pochi, purtroppo, che si sono trovati o si trovano ancora a dove condividere un problema siffatto.

Anna, in un primo momento sembra (o voglia) sottovalutare la degenerazione mentale del padre eppure è sufficientemente intelligente da capire che potrebbe essere una storia senza ritorno e così comincia a mettergli in casa delle badanti che il carattere dell’uomo (il quale diventa irascibile se non assecondato nei suoi desideri che ritiene legittimi e che non hanno nulla a che fare con il decadimento mentale dovuto all’età e che lui nega) continua a mandare via. Alla fine la donna decide di trasferire l’uomo nella propria casa che divide con il secondo marito, il quale non è rallegrato della cosa, ma la sopporta.

Il trasferimento non si rivela felice perché Andrea perpetua il suo comportamento e comincia a non riconoscere le persone (arriva il momento in cui non riconosce neanche la figlia e questo è molto drammatico per Anna che abbandona ogni forma di speranza e dà sfogo al suo pianto sempre più doloroso (scena madre, questa,di  Lucrezia Lante della Rovere, che dimostra una capacita attoriale sempre più notevole e che, in una recente intervista ha dichiarato che il suo obiettivo primario era quello di esprimere l’umanità del personaggio: il dolore per la malattia del padre e la gestione della propria vita lavorativa e nei rapporti con il nuovo marito)

L’opera, infatti, tratta un argomento drammatico, ma giustamente Maccarinelli insiste nel chiamarla commedia, piuttosto che dramma, e ne ha buon motivo. Anziché trattare la storia secondo una cronologia classica, ha scritto una drammaturgia che non racconta, passo dopo passo, l’aggravamento della malattia dell’uomo, ma ha creato tanti momenti spezzati tra di loro, che non sempre sono consequenziali l’uno all’altro, costituendo quasi un puzzle dove lo spettatore deve mettere insieme i pezzi. Inoltre I malati di Alzheimer, durante la loro patologia, commettono spesso azioni insensate che portano al riso. E per questo, la commedia non risparmia allo spettatore momenti di tenera ilarità

Diversi i simboli che il regista ha usato per collocare il passare del tempo: innanzitutto la ricerca dell’orologio di Andrea che si lamenta continuamente, e che, pur di ammettere di non ricordare dove lo ha lasciato, accusa chi può di averglielo rubato. Il tempo, convenzione umana per giustificare il trascorrere dell’esistenza di un uomo che da vecchio riacquista una forma di infanzia che, con i comportamenti che assume, non lo porterà più verso la maturità, ma sarà la chiusura del cerchio della vita.

Anche la scenografia, che sembra fissa e a luci fissi, è più mutevole, seguendo i vari passaggi della storia e gioca per sottrazione, diventando sempre più spoglia fino a quella finale che conduce Andrea che un infermiere ha disteso su un lettino verso una porta che fa intravvedere una forte luminosità: il giardino della vita?

Rimane da parlare di un attore sempre più bravo e che in questa commedia ha lavorato così tanto e bene per rendere il più realistico possibile il proprio personaggio: parlo, naturalmente, di Alessandro Haber, che non può essere un semplice attore, sia pure dai molti successi finora raccolti in tante opere e occasioni, ma che ora ha giustamente acquisito il titolo di Grande Mattatore. Farne i complimenti e persino pleonastico. Al contrario invito tutti i lettori a verificare di persona e sono sicuro che avvertiranno le stesse sensazioni che hanno provato gli altri spettatori, che non hanno potuto fare a meno di applaudire, entusiasti, per una quindicina di minuti.

ORARI: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

BIGLIETTI: Poltronissima Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00 – Potronissima under 26 € 15,50

Carlo Tomeo: ogni diritto riservato

Categorie RECENSIONi

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